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I Mondiali di Sudafrica 2010 si sono conclusi questa settimana, almeno per quanto riguarda Mediaset e Sky. E' di pochi giorni fa infatti la sentenza del collegio arbitrale di Parigi, che ha archiviato il ricorso proposto dal Biscione nei confronti di Sky per i diritti tv.

Facciamo un passo indietro: nel 2010, dopo aver chiesto senza successo a Rupert Murdoch di cedergli i diritti per la trasmissione sul digitale terrestre della rassegna iridata sudafricana, Mediaset lasciò i suoi abbonati senza Mondiali. Il gruppo della famiglia Berlusconi ritenne illegittimo l'operato di Sky, che, secondo Cologno Monzese, aveva acquistato il diritto a trasmettere i Mondiali in violazione degli impegni presi con l'Unione europea al tempo della fusione tra Stream e Tele+.

Facciamo due passi indietro: nel 2008, Sky acquistò il pacchetto pay sui Mondiali dalla Rai in cambio di 130 milioni e dei diritti in chiaro per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010 e le estive di Londra 2012. Un accordo che lasciava, inoltre, alla Rai il diritto di trasmettere in chiaro e ad alta definizione 25 partite tra cui tutte quelle dell'Italia. Nell'occasione, Mediaset aveva presentato un'offerta per rilevare il diritto a trasmettere a pagamento sul digitale terrestre gli incontri. Il 23 febbraio 2010 arrivò un secco 'no' da Sky, anche a causa delle tensioni dell'epoca, come ricorda Giuliano Balestreri su Repubblica: dall'aumento dell'Iva deciso dal governo Berlusconi pochi giorni prima di Natale, all'ingresso di Murdoch sul digitale rallentato dall'allora ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani

Mediaset replicò a quel 'no' rivolgendosi alla corte di Parigi per chiedere, prima, in via d'urgenza, di rendere tali diritti disponibili ad altri operatori televisivi prima dell'inizio dei Mondiali, poi esigendo un risarcimento dei danni derivanti dalla mancata trasmissione dei Mondiali nell'ambito della propria offerta a pagamento Mediaset Premium.

Accogliendo la tesi di Sky, gli arbitri hanno negato che i diritti di trasmettere i Mondiali ricadano nell'ambito applicativo degli impegni presi con l'Ue perché riguardano un evento non essenziale per la competitività di un operatore televisivo concorrente. Infatti, i Mondiali si svolgono in poche settimane ogni quattro anni.