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Accordo vicino sulle nuove norme che ridurranno la discrezionalità delle Asl per consentire una gestione uniforme dei casi di positività Covid nei campionati di vertice di calcio, basket e pallavolo. Nel documento torna valida ​la circolare della quarantena soft, che consentì la ripartenza della serie A dopo il lockdown, permettendo ai contatti stretti dei positivi di continuare ad allenarsi e di giocare le partite. Nella bozza, che ​dopo l’appuntamento con la conferenza Stato-Regioni passerà al vaglio del Cts prima di diventare una circolare del ministero della Salute, si fissa anche un nuovo limite di positivi, del 35%, fra i calciatori o atleti del gruppo squadra, oltre il quale la partita sarà rinviata. Per intenderci in una rosa calcistica di 33-34 calciatori fino a 11 casi di positività si potrebbe giocare, con 12 non più.

STOP AI PRIMAVERA - ​L’espressione "gruppo squadra" non fa riferimento ai Primavera, più o meno come succede in Premier League. Una novità rispetto a quanto stabilito dalla Lega di serie A, che invece aveva fissato un altro limite: con 13 calciatori non positivi, pure se si tratta di Primavera (l’unico vincolo è quello della maggiore età), si può giocare la partita. ​Il limite per far scattare la mancata disputa della partita è una misura di carattere sanitario, la soglia oltre il quale c’è il focolaio. I club si riuniranno domani a questo punto con la necessità di rimodulare il protocollo della Lega.
ASL E QUARANTENA SOFT - ​C’è un’altra linea guida che dovrebbe limitare la discrezionalità da parte delle Asl. Secondo La Gazzetta dello Sport una chiave interpretativa stringente per l’altra quarantena, quella «morbida», inserita nell’ultima circolare del ministero della Salute, quella del 30 dicembre 2021. Se per la singola positività vale la quarantena soft, nell’eventualità di più casi entrano in ballo le nuove norme. Chi è protetto da una dose vaccinale negli ultimi 120 giorni, non verrebbe fermato, dovrebbe però «autosorvegliarsi». Chi invece ha avuto l’ultima somministrazione da più di 120 giorni, va in quarantena soft (quindi può giocare le partite) per tre giorni e non in isolamento per 5 giorni (come previsto per tutti i cittadini).

GIORNATA CHIAVE - Oggi è una giornata importante per fare un passo decisivo sul fronte 'nuovo protocollo'. ​Ieri, il vertice politico con Valentina Vezzali (sottosegretaria allo sport), Maria Stella Gelmini (ministro degli Affari Regionali) e Roberto Speranza (ministro della Salute) ha trovato la quadra insieme con il presidente del Coni Giovanni Malagò e il numero uno della Federazione Medico-Sportiva, Maurizio Casasco. Oggi, al tavolo della conferenza Stato-Regioni, non ci saranno federazioni e leghe.