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La gara contro il Sassuolo, da sola, non può fare testo: certo è però che la sesta sconfitta in casa, su diciotto gare fin qui disputate tra le mura del Franchi, a cui bisogna aggiungere le altre cinque lontano da Firenze, possono far trarre un bilancio sugli acquisti effettuati dalla società fra la sessione estiva 2013 e quella invernale 2014. Il bilancio, a fronte di un esborso di quasi 50 milioni di euro, mette in evidenza notevoli pecche negative.

Antonio Rosati: una sola gara da titolare, quella di ieri sera, qualche buon salvataggio, ma anche quattro reti pesantissime incassate. Con l'arrivo di Tatarusanu difficilmente verrà riscattato a fine stagione dal Napoli

Gustavo Munua: sei mesi, tre presenze, tutte in Europa League; non ha mai messo in difficoltà nella scelta del portiere titolare l'allenatore Vincenzo Montella.

Modibo Diakitè: arrivato in prestito dal Sunderland, ha fallito ogni singola gara da esterno destro difensivo, ruolo per il quale era stato acquistato, disputando invece eccellenti prestazioni come centrale. Se la Fiorentina cerca un'occasione low cost per quest'ultimo ruolo, allora il suo acquisto può essere rivalutato.

Marcos Alonso: avrebbe dovuto scavalcare nelle gerarchie Manuel Pasqual nel ruolo di esterno sinistro difensivo. E' durato giusto il tempo di un ritiro, quello di Moena, per poi collezionare una serie di prestazioni imbarazzanti, tanto da partire già a gennaio scorso per l'Inghilterra.

Oleksander Iakovenko: tranne la moglie, le cui foto hanno spopolato sui siti viola ed i social network, niente di positivo da ricordare. Perfino le prestazioni contro i modesti portoghesi del Pacos de Ferreira e i rumeni del Pandurii, sono state di basso livello.

Mario Gomez: qui vanno mescolate sfortuna, a causa dei due infortuni in una stagione, ma anche pessima gestione medica, soprattutto da parte del cosidetto "santone" tedesco, medico della nazionale teutonica. Ha disputato una decina di partite, dando pessimi segnali di attaccamento alla maglia. E meno male che doveva essere il super investimento del club.

Alessandro Matri: a Firenze per tanto tempo si è ripetuto che un giocatore scarso come Santiago Silva o Castillo prima o poi sarebbe tornato a vestire la maglia viola. Ebbene, il fidanzato di Federica Nargi ha sbagliato una quantità di gol industriali da quando è arrivato:una somiglianza in comune con lo "sciagurato" Egidio Calloni, più che con il suo idolo SuperPippo Inzaghi

Anderson: un paio di gare da titolare a gennaio, poi l'oblio più totale. Scavalcato nelle gerarchie anche da giocatori che non stanno bene fisicamente, come ad esempio è accaduto ieri con Borja Valero. Difficilissimo che la Fiorentina investa sei milioni di euro per il suo riscatto la prossima estate

Massimo Ambrosini: è durato più o meno quanto Cristiano Zanetti durante il terzo anno di gestione Prandelli ai tempi di Firenze. Anche lui bocciato da Montella negli ultimi tre mesi, il suo rinnovo di contratto è lontanissimo. 

Marko Bakic: doveva essere il vice Pizarro, in realtà dopo un po' di prove in questo senso nel ritiro estivo, gli sono stati preferiti prima Ambrosini e poi Aquilani. Due presenze in campionato, sette in Europa League, certificano la sua inadeguatezza attuale per il calcio italiano.

Josip Ilicicnove milioni di euro a fronte di sei reti e soprattutto due errori sotto porta gravissimi (contro Juve in Europa League e Napoli in finale di Coppa Italia). Spesso indolente, per troppo tempo fuori forma, non ha mai trovato la continuità di rendimento necessaria.

Ante Rebic: quasi 10 miliardi delle vecchie lire per un classe '93 non ancora pronto per il calcio italiano e perennemente infortunato da fine gennaio scorso.

Joaquin: unico vero acquisto che si può considerare positivo. Difficilmente sotto la sufficienza quando ha giocato, ha sfoggiato prestazioni degne di lustrarsi gli occhi come contro la Juventus all'andata o in finale di Coppa Italia contro il Napoli