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Anime dannate, desiderose di vendetta e incapaci di prendere coscienza dei propri peccati.

Cosi' vengono spesso descritti gli juventini ogni qual volta si permettono di fare accenno a Calciopoli ed alle clamorose, per non dire scandalose conseguenze di quell'inchiesta e dei relativi processi, quasi dovessero chiedere il permesso per poterlo fare.

Per tutti coloro, invece, che hanno subito danni parziali o sono riusciti persino ad evitarne le devastanti conseguenze, dirigenti e tifosi della Juve dovrebbero farsene una ragione, avere insomma la decenza di non parlarne piu' di quella vicenda, ricordandosi -sostengono loro- "che vi e' andata ancora bene, perché la vostra squadra avrebbe dovuto  essere retrocessa in serie C". 

Quindi, mutismo e rassegnazione. Imposti,soprattutto, da chi beneficiò della prescrizione onde evitare la retrocessione per illeciti ben più gravi e ampiamente documentati dalla relazione dell'ex procuratore federale Palazzi e datata 2012. Un mito, Palazzi, fin quando accusava la Juventus, un cialtrone non appena si occupò seriamente (ma con troppo ritardo) pure dell'Inter. 

Meno di un mese fa, proprio uno dei principali accusati di quella relazione - l'ex patron interista, Massimo Moratti - ha invitato gli juventini ad accettare i verdetti di quell'infausto 2006, a cominciare da quel discusso scudetto tolto a Madama e assegnato proprio all'Inter (meglio noto come "lo scudetto di cartone"), forte delle motivazioni dell'ultima sentenza della Cassazione, rese pubbliche prima di Natale e che, in sostanza, avvallano quella discutibile decisione. 

Con una precisazione, che Moratti si è guardato però bene dal citare, ovvero la non competenza a decidere in merito a quella vicenda da parte della giustizia ordinaria, la quale si limitava a prendere atto di quanto sentenziato da quella sportiva, competente in materia.

In pratica, la Cassazione non ha deciso un fico secco ma Moratti è riuscito, con l'avvallo di alcuni media (sempre i soliti), a darla a bere come la pietra giudiziaria tombale su Calciopoli. 

Falso, falso e ancora falso. 

Sulla scia di Moratti si è rifatto vivo nei giorni scorsi un suo caro conoscente, il tenente colonnello dei CC Attilio Auricchio, colui che selezionò (a modo suo) le intercettazioni, scartando sistematicamente tutte quelle riguardanti le conversazioni dei massimi dirigenti interisti coi designatori. Pure lui ha plaudito la Cassazione ("ha confermato il nostro lavoro d'indagine") e, non pago, ha anche polemizzato con la Juventus sul numero di scudetti ("questa dei 36 scudetti non l'ho mai capita") aggiungendoci pure un esplicito invito alle istituzioni del calcio ad intervenire ("sono stati fatti tutti i passaggi, alla fine un punto bisogna prenderlo")

Gli ha risposto a tono Luciano Moggi, che secondo il parere di molti non dovrebbe avere nemmeno diritto di parola perchè radiato dal mondo del calcio proprio a causa di Calciopoli. 

Il fine e' sempre lo stesso: tacitare chiunque provi a raccontare una versione calciopolara differente da quella canonica, ovvero parziale e incompleta, però  assolutamente politically-correct per il sistema anti Juve. 

Moggi si e' smarcato da questa versione ,producendo una serie di intercettazioni con le quali ha riscritto Calciopoli e messo in discussione l'intero lavoro di Auricchio
La sua sfortuna, e con lui quella della Juventus, è stata quella di non aver trovato finora dei giudici coraggiosi, in grado di ascoltare quelle telefonate non con l'orecchio del tifoso ma bensì di colui che desidera scoprire la verità.

"Piu,' del numero degli scudetti, Auricchio dovrebbe spiegarci come mai queste intercettazioni gli sono sfuggite" ha detto Moggi, che ha pure lui invitato le istituzioni federali a prendere una decisione importante: "Restituire gli scudetti alla Juve e togliere la radiazione al sottoscritto, visto che anche l'ultima sentenza della Cassazioni parla di campionati regolari".

Lo hanno sottolineato tutte le sentenze emesse finora, ma la giustizia sportiva si guarda bene dal riaprire il processo sulla base di tutti i nuovi elementi emersi .Tutto e' stato deciso, ma non si torna indietro. Lo sa anche Moratti, che vorrebbe chiuderla qui, in modo definitivo, proprio per scongiurare l'apertura dei propri armadi e trovarli pieni di scheletri.

No signor Moratti, no signor Auricchio, Calciopoli non può essere chiusa così per farvi vivere tranquilli e cancellare lo schifo che è stato compiuto. L'ingiusto sputtanamento della Juventus va necessariamente sanato, se davvero si cerca la verità. E la Figc la smetta di nascondere la testa sottoterra, di non voler vedere, di sperare che il tempo cancelli la porcata compiuta nel 2006 solo per il tentativo - non riuscito - di sbarazzarsi di una squadra e dei suoi dirigenti scomodi , e favorire qualche "amico". 

E gli interisti evitino di considerare gli juventini anime dannate, perché se Palazzi fosse stato piu' solerte e non avesse impiegato 6 anni ad indagare sulle magagne dell'Inter, oggi sarebbero pure loro incazzati, perché la storia del calcio italiano sarebbe stata un'altra.