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  • Calcioscommesse, Bettarini 'Innocente!'

    Calcioscommesse, Bettarini 'Innocente!'

    Alla fine dell'intervista l'ultima dritta di Stefano Bettarini si rivelerà sbagliata, purtroppo. «Vince facile: intercetta 'sto pronostico».
    Il messaggio parte all'indirizzo del cellulare di Massimo Caputi, suo compagno di banco a Quelli che il calcio, impegnato a commentare la finale di Francesca Schiavone al Roland Garros, che sta per cominciare. Poi l'ex difensore della Nazionale divenuto personaggio televisivo e attuale commentatore calcistico della domenica pomeriggio, spegne il telefonino. Tranquillo, pacato, sul volto una espressione di serena amarezza. «Mi hanno sbattuto in prima pagina, mettendo il mio nome in un unico calderone. Vorrei solo spiegare come stanno le cose, quelle che mi riguardano. Non sono recidivo, non sono uno scommettitore accanito, non faccio parte di nessuna organizzazione. Ho già pagato ingiustamente una volta, non voglio che capiti ancora». 

    Bettarini risulta indagato nell'inchiesta di Cremona sulle partite truccate, e nell'ordinanza viene segnalato come «scommettitore». Ci ha pensato per qualche giorno, prima di accettare un colloquio. Ieri stava giocando al circolo del tennis di Viareggio, dove abita da qualche anno. Tre ragazzini guardavano. «Scommettiamo su quell'altro» ha gridato uno di loro indicando il suo avversario. Una volta fuori, sul lungomare, un signore lo ha apostrofato: «Quand'è che ti mettono dentro?». Allora lui ha richiamato. Comunque la si pensi sul suo conto, è l'unico, finora, che a domanda risponde.

    Partiamo dalla prima volta?
    «Un mio ex compagno di squadra, che giocava nel Modena, mi tirò in ballo prima della partita con la Sampdoria, dove all'epoca giocavo. "Il bello ci fa girare le palle, il bello non ci sta", l'intercettazione la ricordo a memoria. La Commissione disciplinare mi assolse dall'accusa di illecito sportivo, dandomi 5 mesi di squalifica per omessa denuncia. Senza mai appurare se davvero mi fosse stata offerta la combine». 

    Le era stata offerta?
    «No. Ma questo permette ai giornalisti di trattarmi come un pregiudicato, anche se il processo di primo grado, a Napoli, andrà a sentenza a luglio e spero tenga conto della Disciplinare. L'altro giorno Emilio Fede ha detto che io "ho precedenti". Emilio Fede... ma ci rendiamo conto?».

    Lei scommette?
    «Non in modo accanito o sistematico, non solo di calcio. Con gli amici lo faccio anche per goliardia. Il calcio è ancora il mio lavoro. Scommetterci sopra è anche un modo per mettere alla prova la mia competenza. Tutto qui». 

    Quest'anno?
    «In totale ho perso 6.500 euro. Gioco soprattutto i sistemi».

    L'ex capitano del Bari Antonio Bellavista la chiamava solo per via della sua competenza?
    «Mangio pane e calcio, e credo di capirne. Mi chiedeva opinioni e pronostici».

    In una telefonata le offre una «chicca» su Inter-Lecce.
    «Lei non sa le volte che mi ha offerto le sue "chicche". Ne avesse mai azzeccata una. E sinceramente, suggerirmi di puntare un over, ovvero più di tre gol segnati, in una partita dove c'è l'attacco più forte del campionato e la difesa più debole... Finì 1-0, tra l'altro».

    Lo conosce bene?
    «Lo vedevo in giro per i ristoranti milanesi frequentati dai calciatori».

    In una intercettazione che riguarda Siena-Sassuolo, sostiene che lei sia al corrente del fatto che la squadra di casa «si è mossa di persona».
    «Sono di Siena, tifo per il Siena, come il mio papà. Ecco perché mi chiedeva del Siena. E io gli dissi solo che al Sassuolo, già più debole, mancavano 8 titolari su 11». 

    Anche Massimo Erodiani, considerato il promotore della presunta organizzazione, afferma che lei gli avrebbe confermato la circostanza. E poi dice che lei lo ha chiamato per scommettere su Atalanta-Piacenza.
    «Eccoci al punto. Non so chi sia Erodiani, non so neppure che faccia abbia. Forse usa il mio nome, come faceva il mio ex compagno del Modena. Lui almeno, lo conoscevo. Quest'altro, mai pervenuto».

    Ma lei ha scommesso su quelle partite?
    «Allora: sono quasi certo di averlo fatto su Inter-Lecce, e di aver giocato un over. Sono sicuro di non aver puntato su Siena-Sassuolo e Atalanta-Piacenza».

    Conosce altri personaggi coinvolti nell'inchiesta?
    «Ho giocato sia con Bressan che con Signori. Proprio perché conosco queste persone, sono molto sorpreso. Non me li vedo proprio a far parte di una associazione a delinquere».

    Se lei è sicuro di essere innocente perché dice di temere un'altra ingiustizia?
    «Non ci sono mica solo le sentenze. Con le accuse del 2004 cominciò la fine del mio matrimonio con Simona Ventura, sono convinto di questo. Lei temeva di perdere la conduzione di Quelli che il calcio, e posso anche capirla, con un marito accusato di illecito sportivo. Il resto della nostra storia lo conoscono tutti».

    Adesso non lavorate insieme?
    «Certo. E andiamo anche d'accordo, e lei non ha dubbi sulla mia innocenza, e i nostri figli neppure, se è questo che vuole sapere. Ma io parlo di calcio nel programma sul calcio più seguito d'Italia. E conduco un programma sul calcio alla radio. Lei rinnoverebbe il contratto a una persona che i giornali definiscono coinvolta in una inchiesta sul calcio scommesse? Un attimo per finire in prima pagina, ma poi ci vuole molto tempo prima che qualcuno ti chieda scusa».

    Il calcio italiano è marcio?
    «Io ero bambino quando ci fu lo scandalo del 1980, spazzato via dai Mondiali. Poi il 2004, poi altri scandali, poi Calciopoli e abbiamo rivinto il Mondiale. Il calcio muove tanti soldi, e ci sono persone che hanno interesse a stare attaccati a quel mondo. Succede, e succederà ancora».


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