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Ancora quattro partite, poi sarà addio: il Milan ha confermato Gennaro Gattuso in panchina sino al termine della stagione, ma a campionato archiviato sarà formalizzata la separazione con il tecnico calabrese, che i rossoneri raggiungano o meno la prossima Champions League. Come spesso accade nel calcio, l'allenatore è il primo a pagare per il crollo verticale vissuto dal Diavolo dopo la sconfitta nel derby, caduta che ha portato alla retrocessione dal quarto al sesto posto condiviso con il Torino: il primo ma non l'unico, perché con l'addio annunciato di Gattuso finiscono a rischio anche i suoi fedelissimi, quei giocatori ai quali il tecnico ha sempre fatto da scudo e che ora si trovano a giocarsi in quattro gare le ultime chance di tenersi il Milan o, almeno, di rivalutarsi in vista di una possibile cessione in estate.

PARTITE VERITA' - Su tutti Suso, la nota più dolente in casa rossonera da novembre a questa parte: un gol a gennaio contro il Genoa e un assist contro il Parma alla 33esima giornata, troppo poco per il leader tecnico della squadra. Lo spagnolo si è fermato, così anche i dialoghi per arrivare al rinnovo e al ritocco della clausola da 40 milioni valida per l'estero: fino a pochi mesi fa ritenuta una cifra bassa, ora basterebbe a convincere Leonardo e Maldini a privarsene per realizzare una plusvalenza importante in ottica Fair Play Finanziario. Con Suso ha deluso anche Hakan Calhanoglu, pupillo di Gattuso che già a gennaio aveva posto il veto alla sua partenza. Una sola rete in campionato, due complessive con quella realizzata al Dudelange. A luglio Rino non sarà più in carica ad opporsi al suo addio, che tornerà di moda con Bundesliga e Premier League che tengono i fari puntati su di lui: servirà però un'offerta importante per strapparlo al Milan, che solo due estati fa lo aveva pagato 22 milioni di euro e che ora vuole comunque registrare plusvalenza. Ultimo ma non per importanza Franck Kessie, pretoriano del centrocampo al quale il tecnico ha rinunciato solo per squalifica (Fiorentina, Genoa) o in Europa League. Fino al derby, quando la lite con Biglia e le seguenti polemiche hanno aperto una crepa tra il giocatore ivoriano, Gattuso e la società. In estate scatterà l'obbligo di riscatto e di conseguenza i rossoneri verseranno all'Atalanta i restanti 20 milioni per il cartellino, ma la conferma è tutt'altro che scontata: gli interessamenti non mancano, lo hanno cercato Arsenal, Tottenham e West Ham, ma per generare plusvalenza dalla sua cessione Leonardo e Maldini dovranno strappare un'offerta superiore ai 40 milioni di euro. Quattro partite prima di salutare Gattuso, ma il suo potrebbe non essere l'unico addio: Calhanoglu, Kessie e Suso, anche i suoi fedelissimi si giocano il Milan.

@Albri_Fede90