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In un Milan ancora alla ricerca di se stesso, dal punto di vista del sistema di gioco, degli interpreti e della mentalità, Marco Giampaolo ha deciso di inaugurare la sua gestione affidandosi a uno dei punti fermi dell'era Gattuso, Hakan Calhanoglu. Il centrocampista turco sembra essere già un intoccabile per l'allenatore abruzzese, sempre titolare nelle prime tre giornate di campionato, schierato addirittura fuori ruolo all'esordio contro l'Udinese pur di non rinunciare alle sue qualità. Tanto da scalzare nelle ipotetiche gerarchie di questo primo scorcio di stagione uno degli investimenti principali della passata stagione, Lucas Paquetà. E le voci di mercato, che hanno spesso accompagnato Calhanoglu nei mesi passati, appaiono oggi un lontano ricordo.

VOGLIA DI MILAN - Lipsia e Leicester sono state delle “tentazioni”, ma non si sono tradotte in nulla di realmente concreto, in parte per la portata delle offerte recapitate sul tavolo di Maldini, Boban e Massara ma principalmente per la ferma determinazione del calciatore di imporsi una volta per tutte in rossonero e diventare un giocatore non più soltanto utile tatticamente ma anche decisivo. Con qualche gol in più, magari, per dare continuità a quello da 3 punti col Brescia e più incisivo e risolutore anche nei big match. E sabato, contro l'Inter, si presenta un'occasione niente male per il “10” del Milan, che nei derby sino ad oggi ha uno score piuttosto deludente, una sola vittoria su 5 tentativi e un assist all'attivo.

IL DERBY DELLA SVOLTA - Serve invertire la tendenza, per lui quanto per la squadra di Giampaolo che, pur avendo soltanto 3 punti in meno in classifica della formazione di Conte, non ha mai pienamente convinto sul piano delle prestazioni ed è tuttora alla ricerca della quadratura del cerchio e che con un successo di prestigio potrebbe spiccare il volo. Trovando qualche certezza in più e una maggiore consapevolezza del proprio valore. E' la storia del Milan, è la storia di Calhanoglu: di talento ma ancora inespresso, alla ricerca di una consacrazione che può passare da partite come il derby. Per prendersi un posto fisso e non mollarlo più.