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CAMPIO-NATI il 27 aprile. Buon compleanno a:

PAOLO PULICI, 1950, ribattezzato da Brera “Puliciclone”, gemello del gol con Ciccio Graziani (Pulici vinse tre volte la classifica dei cannonieri, Graziani una) nel Toro scudettato di Gigi Radice. E' il miglior realizzatore del Toro di tutti i tempi con 172 reti. Dopo 15 anni in granata (“Mi ritennero vecchio perché avevo 32 anni e presero Selvaggi che ne aveva 30”) chiuse la carriera a Udine e Firenze “Sono cresciuto in una famiglia milanista ma il mio idolo era Gigi Riva.  Prima partita col Cagliari. Sottopassaggio. Sento uno che mi tocca sulla schiena, mi giro. È Riva. Vai tranquillo, mi dice, noi che veniamo dal Legnano sappiamo cavarcela. Be', mi sono sentito più alto di un metro”. Da ragazzino fu scartato dall' Inter: “E arriva il giorno del provino con l'Inter, sul campo di Rogoredo, con altri ragazzi della regione. A guardare ci sono Helenio Herrera e Invernizzi. Li sento parlare a fine partita. 'L'11 è troppo veloce per giocare a calcio, meglio che si dia all'atletica'. L'11 ero io, e ci rimasi male.”

Gli Statuto gli hanno dedicato la canzone “Facci un gol”, con un video dove appare lo stesso Pulici https://www.youtube.com/watch?v=CtkdDthihx8


Anche l'interista Flavio Oreglio gli dedicò la sua canzone “Ciclone” «Se avessi dovuto dar retta alla mia passione da tifoso per l' Inter avrei dovuto scegliere Boninsegna ma Pulici, quando l' ho conosciuto nel ' 95, mi ha folgorato. Era il mio allenatore nella Smemoranda e sono stato conquistato non solo dalle sue doti tecniche ma soprattutto da quelle personali: il suo rigore, il suo impegno sociale, la sua umanità sono una rarità nel calcio e proprio perché non accetta compromessi Paolo oggi si dedica ai ragazzi e non è su una panchina importante» Insegna calcio ai bambini anche se “ l'ideale sarebbe allenare una squadra di orfani, ma coi genitori basta parlare chiaro". Il suo unico rimpianto è legato alla Nazionale, "aver giocato in Nazionale meno di quanto meritassi, partecipando a due Mondiali come... turista, in Germania nel '74 e in Argentina nel '78. Non ho mai cercato raccomandazioni giornalistiche. Per il resto ho raccolto quanto ho seminato. E il fatto di avere vinto un solo scudetto e una Coppa Italia nel Toro anziché andare a cercare gloria in società più ricche, non é un limite. Ne é valsa la pena". 

Altro torinista, ma di tutt'altra pasta, fu André Luciano da Silva detto PINGA,1981, centrocampista, in Italia al Torino (1999- 2001 e 2003- 2005, Siena(2001-2003) e Treviso (2005-06) Pinga nella mitologiaa brasiliana è la Dea della fertilità e della caccia. Definito da Scolari il nuovo Rivaldo rientra nella categoria dei talenti inespressi. Dette il meglio di sè nelle 2 stagioni col Siena in serie B. In un Treviso-Reggina, cerca furbescamente di procurarsi un rigore stendendo le gambe nel tuffo per impattare col portiere avversario. Il malcapitato Pavarini viene però centrato in pieno volto, procurandosi la rottura del setto nasale e di più denti. Una simulazione che Pinga pagherà a caro prezzo, perché quel ragazzino arrivato in Italia sognando una favola ha fallito.

Nel giugno 2003, alla guida della sua auto, ebbe un incidente in cui perse la vita il fratello di Rodrigo Ferrante Taddei, suo compagno nel Siena

Auguri anche a: 

VALERIO FIORI
, 1969. Ex portiere di Lazio 1986-93, Cagliari, Cesena Fiorentina, Piacenza, Milan. dove, dal 2008, è preparatore dei portieri. Era stato ribattezzato “Saponetta” dai tifosi laziali. Fiori non usciva. Fuoriusciva. Faceva quattro passi avanti, urlava “mia!”, faceva due passi indietro, lisciava il pallone e prendeva gol. Allora dava un calcio al palo. “Cazzo!”. Poi inveiva contro i difensori con strani gesti e parlava da solo.Parava sempre coi pugni, mai a mano aperta. Allo stadio Olimpico, durante l’annuncio delle formazioni, dopo che lo speaker urlava i nomi dei giocatori della Lazio il pubblico rispondeva “olé!”. Quando arrivava il turno di Fiori i tifosi rispondevano invece “trallallero!” Fu l’unico portiere che riuscì a prendere un gol di tacco dalla linea di fondo campo. Si giocava al Franchi Fiorentina Piacenza,. Fiori lisciò l’uscita, il pallone arrivò a Batistuta che la buttò dentro. Nei 9 anni in cui militò  nel Milan come terzo o quarto portiere giocò solo 2 partite, di cui una in coppa Italia. E' stato pertanto calcolato che abbia guadagnato  68.965 euro al minuto. Avendo molto tempo libero si è laureato in giurisprudenza

GIACOMO DICARA, 1970, ex difensore di Pescara, Bari, Perugia, Vicenza, Ternana, Ancona. Attualmente è vice dell'allenatore del Bari Andrea Camplone

BRUNO RUSSO, 1966, detto “Ruspa”, centrocampista . 353 partite nella Lucchese, della quale è stato poi direttore generale dall'agosto 2011 fino al dicembre 2014

PAOLO SACCHETTI, 1965, ex centrocampista di  Modena, Bologna, Sassuolo, Montevarchi, Salernitana, Carpi, Messina, Reggiana (con cui vanta la sua unica presenza in serie A, il 19 settembre 1993, Juve Reggiana 4-0), Alessandria, Baracca Lugo, Ascoli, Castel San Pietro. Ha smesso nel 1998

THEOFILOS KARASAVVIDIS,   1971 ex attaccante greco di Torres, Como, Catania, Lanciano, Pro Patria, Monza, Caratese ritirato nel  2006. Attualmente è agente di mercato

CRISTIAN STELLINI 1974 ex difensore di Novara, Spal, Ternana, Como, Modena, Genoa, Bari fino al 2010, attualmente tecnico della Primavera del Genoa. Ex vice di Conte alla Juve, si dimise il 6 agosto 1912, in seguito al suo coinvolgimento nell'inchiesta sul calcioscommesse, relativo alle partite Bari Treviso del 10 maggio 2008 e Salernitana-Bari del 23 maggio 2009, vendute per 220..000 euro complessivi dai giocatori  baresi. Stellini all'epoca  militava appunto nella squadra pugliese allenata da Antonio Conte. . L'11 dicembre 1913 ha patteggiato la pena di un mese nel processo penale. In precedenza aveva patteggiato 2 anni di squalifica con la procura federale. durante la quale ha allenato a Torino la Survivor, una squadra di profughi. Ha sempre dichiarato che Conte era ignaro della combine messa in atto dai suoi giocatori
FRANCESCO ROSSI,  1991, portiere Prato in prestito da Atalanta
ZACCARIA HAMILI, 1991, Centrocampista italo-marocchino, ma nato a Manerbio,  dell' Ancona

E infine, anche se so che non tutti, a Firenze, saranno d'accordo, buon compleanno a
VITTORIO CECCHI GORI, 1942, detto “il Laurato”, colui che portò la Fiorentina a Gubbio. A Firenze è ovviamente ancora molto odiato, ma la  bacheca desolatamente vuota di trofei della Fiorentina dellavalliana ne alimenta il mito tra i nostalgici, perché i bilanci, giustamente non fanno sognare i tifosi

PS Il 27 aprile 1961 era nata anche l'indimenticabile e indimenticata MOANA POZZI, che ricordiamo anche perché MARCO TARDELLI  nella sua biografia “Tutto o Niente”  ha di recente rivelato di aver avuto una storia, sicuramente non platonica, con lei. Dopo di che, aggiungo io, probabilmente avrà esultato come al Bernabeu per il suo gol alla Germania.