Un 2019 complicato non ai livelli a cui Joao Cancelo ci aveva abituati. L'esterno portoghese della Juventus non riesce a brillare, fatica ad essere continuo non solo fra una partita e l'altra, ma anche all'interno dei 90 minuti. E no, non può bastare il solo assist (seppur decisivo) sfornato per Cristiano Ronaldo nell'ormai celebre ComeBack della Juventus sull'Atletico Madrid perché dal miglior terzino della Serie A i tifosi bianconeri continuano a chiedere di più.

RENDIMENTO IN CALO
- La gara contro il Genoa, ma anche il primo tempo della sfida contro l'Atletico Madrid sono l'esempio lampante di come Cancelo non riesca a trovare continuità e serenità. Unico lampo di questo 2019? La gara contro la Lazio di fine gennaio in cui, subentrando in un ruolo non suo, spaccò in due la gara con un gol, un assist e un'altra occasione divorata. Poi solo insufficienze e bocciature, troppe per chi, lo scorso anno con l'Inter e fino a prima dell'infortunio la menisco di dicembre, arava fascia e avversari con grande personalità. SACRIFICATO DA ALLEGRI - Si può e si deve chiedere di più da Cancelo? Sì, ma non come lo sta facendo Massimiliano Allegri che non perde occasione da un lato per chiedergli sempre più attenzione in copertura e dall'altro per sottolineare le sue lacune difensive. Un sacrificio che ha portato l'allenatore livornese a scegliere Mattia De Sciglio in suo favore nella gara di andata di Champions contro l'Atletico e che limita e non poco le qualità tecniche che Cancelo può offrire. La gara di Coppa Italia contro l'Atalanta è l'esempio lampante di come il portoghese non sia un terzino "di copertura". Cancelo è letale con campo aperto davanti a sé, quando può puntare l'uomo e creare superiorità nello stretto. Sacrificarlo in fase difensiva vuol dire, lentamente, estraniarlo dal campo come accaduto nelle ultime giornate. Allegri sbaglia, Cancelo anche. Per tornare il terzino più forte della Serie A ora serve una svolta.