A più riprese in questa seconda parte di stagione ci si è chiesti: che fine ha fatto “quel fenomeno di Cancelo”? Una delle domande ricorrenti di questi giorni va già ben oltre: che fine farà “quel fenomeno di Cancelo”? Il virgolettato è tratto dalle parole di Fabio Paratici, che così lo definiva in uno dei tanti racconti relativi alla genesi dell'operazione Cristiano Ronaldo: “stavamo chiudendo quel fenomeno di Cancelo”. E fenomeno, sia chiaro, è dichiarato nel senso più positivo del termine. Così si era approcciato al mondo Juve d'altronde. Attaccante aggiunto, un fattore tanto decisivo nella fase in cui i bianconeri riuscivano anche a dare spettacolo, da rendere dei dettagli di poco conto quelle cattive letture difensive che continuano ad accompagnarlo. La Juve aveva trovato insomma quel terzino destro di stampo europeo capace di fare la differenza nella metà campo avversaria, inseguito da tempo e abbracciato solo durante la parentesi stagionale di Dani Alves. Un giocatore per di più giovane e di grande prospettiva, cercato, voluto, pagato anche a caro prezzo considerando gli standard bianconeri specialmente considerando lo status almeno sulla carta di difensore. Ma quando il campionato ancora non è finito, sembra già essere cambiato tutto.

CHE FINE FARA' – Perché Cancelo, più o meno a sorpresa, può davvero già lasciare la Continassa. Il feeling con Max Allegri non si è mai trasformato in una passione travolgente, dopo l'infortunio invernale non è più tornato ai suoi livelli, soprattutto in termini di fiducia. Spesso gli è stato preferito Mattia De Sciglio ad esempio, come a Madrid e nella gara di ritorno con l'Ajax. Due esclusioni che hanno lasciato il segno, anche nella dirigenza, perché in ogni caso i passi indietri compiuti in Europa dal punto di vista dell'atteggiamento hanno aperto una riflessione. E nonostante le dichiarazioni di amore dello stesso Cancelo, con la conferma di Allegri potrebbe davvero finire lui sul banco degli imputati e dei sacrificabili, perché c'è anche il portoghese nel gruppetto dei giocatori che a quanto pare avrebbero dato segnali di “non migliorare” secondo il tecnico. E Jorge Mendes si è già messo al lavoro, riprendendo tutti quei discorsi avviati negli anni passati prima che poi Cancelo prendesse la direzione di Torino sponda bianconera.