Quella maledetto pallone spiovente ha gelato Firenze. Quello sfortunato autogol di Gerson, quel tocco che ha beffato Lafont, facendo sprofondare la Fiorentina nel baratro. Si deciderà tutto incredibilmente all’ultimo respiro, nello scontro diretto contro il Genoa. Con più un orecchio volto a Milano, dove l’Inter ospita l’Empoli. I tifosi tremano. Lo spettro della retrocessione adesso è limpido. Se fino a qualche settimana fa la zona rossa era solamente un miraggio utilizzato per far capire dove la Fiorentina sia finita con questa gestione, adesso è una solida realtà che mette ancor più a nudo i molteplici problemi che attanagliano squadra e società.

DITO PUNTATO - Sei sconfitte consecutive, contando la Coppa Italia, e un rendimento, per Montella, a dir poco disastroso. La Fiorentina non vince dal 17 febbraio, in casa addirittura da dicembre. Numeri che si riflettono sulla classifica. Dalla proprietà ai giocatori, chiunque è sotto i riflettori. L’acutizzarsi della tensione tra la piazza e i Della Valle è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo, soprattutto dopo la separazione da Stefano PioliIn settimana, i tifosi si faranno sentire. Il Sindaco ha invitato all’unità, al Franchi servirà l’aiuto di tutti. La squadra riuscirà a reagire? Se lo chiedono in riva all’Arno, dove il gruppo ha staccato la testa da tempo e un minimo si reazione non è palpabile. Colpa delle strategie di mercato, delle scelte tecniche, di un insieme di fattori che certamente non hanno stimolato a far bene. La rimonta incredibile dell’Empoli tiene in vita una paura che sembrava essere scongiurata.