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Fabio Capello alla Gazzetta dello sport: "Un ruolo difficile in cui ammetto che mi ha sorpreso. La stessa sorpresa di quando Nils Liedholm lo convocò per la prima volta: Paolo era poco più che un ragazzino e io non lo ritenevo ancora pronto per giocare con i grandi. Con la stessa velocità con cui ha trovato spazio in prima squadra da giocatore, oggi si è calato nei panni del dirigente. È un ruolo diverso, in cui oltre alle competenze e alle capacità di analisi ci vuole esperienza. Lui ha fatto tutto molto in fretta, anche in questo caso è riuscito ad arrivare ai massimi livelli in pochissimo tempo".