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Fabio Capello gioca Napoli-Milan. L'ex allenatore rossonero ha dichiarato in un'intervista al Corriere dello Sport: "E' già una sfida scudetto, la definizione ci sta tutta perché poi nel conteggio finale anche questi punti conteranno. Partite del genere aiutano a scoprire se stessi, a capire dove sia possibile arrivare, quali margini di miglioramento esistano ed eventualmente anche su quali limiti dover lavorare. Siamo nella fase discendente del campionato, certo abbiamo avuto delle sensazioni ma non si è ancora in condizione di stabilire quali siano i reali valori e stavolta invece con Napoli-Milan potremmo aggiungere ulteriori indizi alle nostre valutazioni. E anche Gattuso e Pioli, naturalmente, ne potranno sapere di più". 

"Mi aspetto una bella partita, perché siamo al cospetto di due squadre che inseguono il risultato attraverso il gioco o anche quella che comunemente chiamiamo un’idea. Il Napoli ha la sua, il Milan ne ha un’altra, ma entrambe esprimono una propria identità. So che ci divertiremo, ne sono quasi convinto, e ritengo che questi novanta minuti rientrino nella categoria delle sfide da non perdersi assolutamente. Mi auguro che siano protagonisti i due portieri, vorrà dire che avremmo assistito a una sfida con tante occasioni e pure con molti prodigi. Confido sia nel Napoli che nel Milan, perché in questi primi mesi hanno dato qualcosa di loro, mi verrebbe da dire di personale, alla serie A". 

"Gattuso ha risollevato il Napoli, gli ha trasmesso uno spirito che pretende si noti in ogni sua prestazione. Però ha anche altro: un gioco e tanta ma tanta ma tanta qualità e fantasia in attacco. E poi una coppia di difensori centrali di enorme spessore: perché Manolas e Koulibaly, messi assieme, fanno un pieno di autorevolezza". 
"Insigne sta crescendo e in maniera visibile. Ha acquisito una maturità che poi dà l’impressione di trasformarsi in personalità. E’ presente in ogni zona del campo e in qualsiasi fase della gara. Mi pare di capire che un gran merito vada riconosciuto a Gattuso, che gli ha rimosso quella apparente pigrizia che sembrava lo spingesse ad appagarsi senza chiedere a se stesso più di quanto gli bastasse. Mentre così, invece, finisce per diventare decisivo". 
 
"Il Milan non è primo in classifica per caso. Ha un centrocampo di contenuti, ci sono la corsa e i piedi buoni, quindi la possibilità di palleggiare e di avere dinamismo. Possono arrivare al gol con vari uomini e quindi hanno una imprevedibilità che amplifica la loro pericolosità". 

"Ibrahimovic? Mi limito semplicemente a ripetere che siamo al cospetto di un fuoriclasse assoluto. Un gigante del calcio. Lo volli con me alla Juventus, può immaginare dunque la mia stima nell’uomo e nel calciatore. Perché se a 39 anni sei ancora in grado di fare la differenza in questo modo, allora alle doti professionali devi indiscutibilmente aggiungere quelle umani. Ibra è incontentabile. E questa sua natura serve anche ai suo compagni, perché stabilisce un principio d’emulazione".