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90 minuti in panchina, senza neanche essere mandato a riscaldarsi con la squadra, la sua squadra, sotto di un gol a Verona. Francesco Totti è il simbolo di un ruolo dimenticato in Serie A, quello del capitano, colui che è sempre stato considerato l'uomo simbolo, quello con più carisma e personalità, a cui aggrapparsi nel momento del bisogno. Un ruolo, dicevamo, ormai sminuito nel suo valore, soprattutto nelle grandi realtà dove la scelta del braccio su cui far campeggiare la tanto acclamata "fascia" cade ormai soltanto su chiari discorsi di rotazione, anzianità e tattica.

CAPITANI DIMENTICATI, ROMA E LAZIO NON PERDONANO - Simboli di una rivalità storica, Stefano Mauri e Francesco Totti hanno rappresentato, nel loro modo di interpretare le gare, l'immagine degli ultimi 6 anni dei derby di Roma. Ma se da un lato Francesco Totti è diventato per i giallorossi l'ottava scelta in attacco, dall'altro la Lazio era arrivata addirittura a non rinnovare e rescindere il contratto di Mauri, salvo poi ripensarci all'assoluzione dalla seconda tranche dell'inchiesta sul calcioscommesse. Difficilmente, al fischio d'inizio della maggior parte della gare di questa Serie A, la fascia da capitano lascerà le braccia di Candreva e De Rossi per tornare su quella dei rispettivi proprietari. 

MILANO STRANIERA - Un discorso simile va fatto anche per le due squadre di Milano i cui capitani designati Riccardo Montolivo e Andrea Ranocchia sono destinati ad una stagione intera da comprimari. Nella Milano rossonera, infatti, l'arrivo di Sinisa Mihajlovic in panchina e il lento rientro dall'infortunio del centrocampista ex-Fiorentina hanno di fatto favorito il rinnovo prima e la titolarità indiscussa poi, di Nigel de Jong. Sull'altra sponda del naviglio, invece, il tanto criticato Andrea Ranocchia si è visto nel corso dell'estate scavalcato da Jeison Murillo prima e Joao Miranda poi. La nuova coppia centrale, nonostante la tutt'altro che consolidata intesa, sembra uno dei pochi punti fermi nell'11 di Roberto Mancini. La fascia da capitano? E' stata trasferita sul braccio di Juan Jesus prima e ora di Mauro Icardi. Personalità, esperienza, leadership, qualità che sembrano mancare da tempo attorno alle due fasce di capitano in quel di Milano. Sono lontani i tempi dei derby in cui lo scambio di gagliardetti vedeva protagonisti Javier Zanetti e Paolo Maldini.
RIMANE SOLO BUFFON - Chi resiste, fra le big storiche è soltanto Gigi Buffon. Forse anche complice un ruolo che ne facilità l'allungamento della carriera, il portiere della Juventus mantiene il suo ruolo di simbolo, bandiera, capitano e, ovviamente, portiere titolare. La dirigenza bianconera ha già trovato il suo erede, Neto, che al momento siede stabilmente in panchina. L'ultimo capitano non ha ancora intenzione di abdicare.