La domanda è: a chi fa più comodo questo pareggio? Il Chievo stava avanti 2-0, aveva dato due giri di chiave alla partita e si era rimesso prepotentemente in corsa per la salvezza. Ma in pochi minuti tra un tempo e l'altro ha gettato alle ortiche una grandissima occasione. L'Empoli stava sotto, fiaccato dalla maggiore lucidità degli avversari, sembrava completamente fuori partita e invece è stato capace di rimetterla in piedi, soffrendo, ma con grande tenacia.

L'Empoli (forse) rimpiange l'avventata cessione di Zajc (al Fenerbahce, in Turchia), il suo uomo di maggior qualità in mezzo al campo (ma era davvero necessario darlo via?) e alla fine deve ringraziare quel diavolo di Ciccio Caputo, autore di una doppietta salvavita. Caputo è andato in doppia cifra (11 gol finora) come era capitato - ultimo empolese della serie - a Big Mac Maccarone nel 2015-16.

Il Chievo si era illuso con il vantaggio di Giaccherini, abile (ma l'errore è di Rasmussen) a sfruttare un assist di Djordjevic (entrato al posto di Pellissier che si era infortunato) e aveva sfruttato lo smarrimento dell'Empoli riuscendo poi a raddoppiare, con Stepinski, al sesto gol stagionale (record personale per l'attaccante). Di Carlo godeva, Iachini non sapeva che pesci pigliare anche perché era costretto a fare i conti con una fragilità difensiva che è il vero limite dell'Empoli, come dimostra il fatto che per la 19ª partita di fila i toscani hanno subito gol.

Ma tra il gol di Stepinski e quello - che aveva dimezzato il vantaggio - di Caputo erano passati solo 75 secondi. Lì è cambiata la partita, in quel momento l'Empoli ha avuto la consapevolezza che la rimonta era possibile. E infatti a inizio ripresa è arrivato il 2-2, a firma ancora di Caputo (passaggio di Provedel). Forse vale la pena sottolineare la bravura di questo attaccante, arrivato tardi nel calcio che conta ma capace di imporsi subito con una qualità che - in questa fascia del campionato - fa ancora la differenza.

Tra i toscani hanno debuttato Farias (titolare) e Oberlin (entrato a mezz'ora dalla fine): sono i rinforzi arrivati dal mercato di gennaio in una squadra che però si è privata del suo faro, Zajc. Ne valeva la pena? La risposta la darà la classifica a fine maggio, ma qualche dubbio resta. Considerazione finale: il Chievo avrebbe potuto vincere le ultime due partite, avrebbe potuto farlo con una condotta di gara più equilibrata e saggia e invece tra il 3-4 con la Fiorentina e questo 2-2 al "Castellani" ha raccolto solo un punto.

Di Carlo se ne rammarica, perché in effetti la squadra ha raccolto davvero poco (pur giocando bene) per sperare veramente in una salvezza che si fa sempre più lontana. Per quanto riguarda l'Empoli: questo è il secondo punto nelle ultime 7 partite. Dopo la partenza molto convincente con il cambio di panchina (da Andreazzoli a Iachini), c'è stata una brusca frenata. Unica consolazione: i punti dal Bologna (che sfiderà l’Inter a San Siro) sono diventati quattro.

Empoli-Chievo Verona 2-2 (primo tempo 1-2)

Marcatori: 31’ p.t. Giaccherini (C), 46’ p.t. Stepinksi (C), 47’ p.t. e 7’ s.t. Caputo (E)

Assist: 47’ p.t. Di Lorenzo (E)

Empoli (3-5-2): Provedel; Veseli, Silvestre, Rasmussen; Di Lorenzo, Krunic (38’ s.t. Mchedlidze), Bennacer, Traore, Pasqual; Farias (13’ s.t. Oberlin) Caputo. All. Iachini.

Chievo Verona (3-4-1-2): Sorrentino; Bani, Rossettini, Barba; Kiyine (13’ s.t. Diousse), Hetemaj, Rigoni, Jaroszynski (38’ s.t. Frey); Giaccherini; Pellissier (29’ p.t. Djordjevic), Stepinksi. All. Di Carlo

Arbitro: Di Bello di Brindisi 

Ammoniti: 25’ p.t. Jaroszynski (C), 47’ s.t. Barba (C)