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Ma è ancora fidanzato con Joana Machado, la simpatica signorina che una sera all’uscita di una discoteca lo prese a sassate? Beve ancora? Bisognerà corrompere bar e pub dell’Eur, che non gli diano più di un bicchiere, per carità? E soprattutto, la domanda delle domande: ma quanto pesa? 101? 106? 110 chili? Chiunque venga interpellato in Brasile sulla spinosa questione, allarga le braccia: «Il suo peso è variabile, cambia dalla sera alla mattina». Comunque non scende mai sotto la piotta. Almeno cinque-sei chili in più del peso forma. Una volta portato a Roma, basterà affidarlo alla dottoressa Tirone? Morte, resurrezione, lacrime O Imperador voltou. L’Imperatore è tornato, gli hanno cantato i tifosi prima della finale del campionato di Rio con il Botafogo. Lui ha sbagliato un rigore, il Flamengo ha perso, e al fischio finale gli stessi tifosi lo hanno insultato, chiedendo alla società: Bota pra vender. Mettilo in vendita. Va detto che i sostenitori del Flamengo, parecchio passionali, sono volubili come il suo peso. Comunque, era il 18 aprile. Da allora, Adriano non è tornato Imperatore, ma si è dato una regolata. Messo all’angolo dalla società («Basta alcool e stravizi, vai dalla psicologa», dissero), ha saltato meno allenamenti, perso un paio di etti, ripreso a segnare. Il 2009 fu un anno eccezionale: morte e resurrezione in sei mesi. Addio all’Inter e all’Italia, nuova vita in patria. Contratto stellare con il Flamengo (circa 2,5 milioni di euro netti), tanti gol (29, titolo di capocannoniere) e festa scudetto. Il 2010, fin qui, è stato tremendo: botte dalla fidanzata, regali sospetti (una moto ad un narcotrafficante), pochi gol e un pugno allo stomaco, qualche giorno fa. Pare che la mancata convocazione al Mondiale lo abbia fatto piangere. Gli ha detto pure male: Dunga aveva inviato il suo vice Jorginho apposta per vederlo, ma lui quel giorno non c’era. Segnali di vita Nell’ultimo mese ha eliminato quell’altro disgraziato di Ronaldo dalla Libertadores, portando il Flamengo ai quarti (persa l’andata 2-3 al Maracanà, venerdì il ritorno con l’Universidad Chile in diretta su Sportitalia alle 21). Il suo contratto col Flamengo scade il 30 maggio e le trattative per rinnovarlo sono complicate. La Roma vorrebbe inserirsi e approfittarne. Ma farebbe un affare o sarebbe una sola? «È un affarone — giura Antonio Careca, ex grandissimo centravanti —: Adriano è forte, tosto, ha voglia di tornare grande. È solo un po’ bambino, bisogna tenerlo per mano. Macon Totti farebbe fuoco e fiamme». Solo di giorno, però.