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Ok, abbiamo capito. Fabio Caressa è il nuovo Biscardi, l’indiscusso re del trash italiano contemporaneo. Tempo fa, durante un’intervista rilasciata al Magazine del Corriere della Sera, ebbe l’ardire di definirsi ‘il Virgilio dei tempi moderni’, in quanto cantore di uno spettacolo altamente popolare che contribuisce a costruire l’italico senso comune e un pezzo cruciale della cultura quotidiana. Il che, di per sé, è idea meno strampalata di quanto appaia. Il problema sta nel mondo in cui tutto quanto viene raccontato. Ve l’immaginate Publio Virgilio Marone che decanta l’Eneide infarcendola di battutacce da osteria “Grattalapatta”, intervallando il tutto con risate sgangheratissime mentre intorno si leva un coro di rutti e scoregge? Sai che clima epico. In questo senso, le esibizioni di Caressa andate in onda la scorsa settimana sono un’antologia del trivio televisivo, la poetica dello stanzone da caserma. Si è cominciato mercoledì 28 con la telecronaca di Barcellona-Inter dal Camp Nou; preceduta dalla solita intro epica, con tanto di scansione in versi, come non la trovereste declamata nemmeno in un film sull’antica Roma diretto dai fratelli Vanzina: “Intorno a loro territori ostili/ fieri nella piana del Campo Nuovo attendono/ gli sguardi schiudono la conquista/ Il rumore dei nemici ha annunciato il loro arrivo/ salde le gambe sostengono il coraggio/ Oggi è il giorno segnato nel destino delle loro vite/ quella che poggia il crepuscolo DEVE essere la sera della gloria/ DAL CAMP NOU DI BARCELLONA , BARCEOLLONA-INTER!”. Questo è stato il sobrio avvio di telecronaca. Ma è nulla rispetto allo spolmonamento di fine gara, in stile brutta copia di Bisteccone Galeazzi quando fa le telecronache del canottaggio: “Chiamate il vostro agente di viaggi/ tifosi dell’Inter! Chiamate il vostro agente immobiliare/ prendete casa a Madrid!/ Prendete casa a Madrid! L’Inter è in finale/ al termine di una partita/ drammatica/ emozionantissima/ giocata in maniera eroica/ come veramente solo una squadra di gladiatori poteva fare/ ha resistito in dieci/ contro il Barcellona/ una partita immensa/ di Mourinho/ e di tutta la squadra del/ dell’Inter/ che ora piange in campo/ per un evento/ per un evento anche per il calcio italiano/ è stata una serata memorabile/ è stata una difesa come non si vedeva da anni/ è stato bellissimo anche commentare/ una partita così gladiatoria/ dell’Intr/ che prende casa a Madrid/ Siamo in finale con l’Inter/ il calcio italiano/ torna in finale in Champions League”. E forse a quel punto devono avergli dato l’ossigeno, mentre accanto a lui il povero Luca Marchegiani aveva aperto l’ombrello per evitare schizzi di saliva. Purtroppo le performance più notevoli dovevano ancora arrivare. Sono state messe a segno nel fine settimana, durante il pre-partita di Sky Calcio Show. Prima al termine di un duetto sul golf con Emanuele Canonica. Che è stato chiuso dal seguente interrogativo rivolto da Caressa: “Ma rimorchiate tutto come Tiger Woods?”. E giù la risata sgangherata. Poi, al momento del solito collegamento dedicato al volley femminile, con Stefano Locatelli in diretta da Pesaro in compagnia della giocatrice olandese della squadra locale, Elke Wijnhoven. La quale s’è adeguata al clima trsh improvvisando un palleggio calcistico. Al termine della scena, Locatelli ha detto che la ragazza vuol diventare mamma. E ha aggiunto, con grande rispetto dell’italiano: “Se poi possiamo dargli un aiutino a trovare poi una squadra di calcio”. E lì Caressa ha ribattuto: “Pensavo volessi dargli un aiutino per diventare mamma”. Sipario, rutti. Alla prossima. da Pippo Russo