101
Nel diverbio che ha avuto con Gazidis di fronte ai compagni, Ibrahimovic ha pronunciato una frase indiscutibilmente vera: “Il Milan non è più quello di un tempo”. Lo svedese in effetti era abituato a una società diversa: vincente, esperta, solida, organizzata, capace di costruire una squadra non stellare come quelle dei trionfi in Champions, ma comunque fortissima. Adesso non è più così.

Sorprende però che un uomo intelligente come Ibrahimovic abbia avuto bisogno di un episodio tutto sommato banale - la discussione sul taglio degli ingaggi - per capire che il Milan ha cambiato volto. Avrebbe dovuto comprenderlo nel momento esatto in cui Boban e Maldini, in preda alla disperazione per gli insuccessi, lo hanno supplicato di andare a dar loro una mano. Ecco, in quel momento per Zlatan tutto avrebbe dovuto essere chiaro. Il vecchio Milan avrebbe preso un giocatore di 38 anni, per quanto con una carriera meravigliosa alle spalle, per salvare la propria stagione? La risposta è scontata: no, perché il club che Ibra conosceva non si sarebbe mai trovato in una situazione così difficile. Non a caso il Milan di Berlusconi e Galliani ha acquistato Zlatan due lustri prima, quando di anni ne aveva 28.
Visto che non riteniamo Ibrahimovic così ingenuo da non avere compreso in quale situazione sia oggi il Milan, si ha la sensazione che il suo sfogo contro Gazidis sia stato determinato soprattutto dalla rabbia per il mancato rinnovo di contratto. Ma questo, a nostro avviso, non è un errore: se vuole costruirsi un futuro diverso e migliore, il club rossonero non può puntare su un campione di 38 anni. Anzi, tra poco, 39.

@steagresti