Cesare Prandelli sta vivendo l'esperienza più importante e, al tempo stesso, più difficile della sua carriera. No, non sono la Spagna, la Croazia e l'Irlanda del Trap i suoi rivali più pericolosi. O meglio, lo saranno, sul campo.

Il nemico più subdolo e logorante del ct è questa inimmaginabile, kafkiana vigilia scandita da arresti a catena degli sfigatelli che taroccavano le partite, fanno un giorno di carcere, si pentono (si pentono?) e la sfangano con pochi mesi di squalifica; avvisi di garanzia che arrivano a Criscito e non arrivano a Bonucci, ma è come se gli fossero arrivati, anche prchè l'ipotesi di reato è la medesima per tutti e due.  Con il risultato che la Federazione lascia a casa Criscito, ma non Bonucci e non si capisce perchè: o crede alla presunzione d'innocenza di entrambi e li porta in Polonia o non ci crede e scarica l'uno e l'altro. Invece no: con la scusa dei ritardi burocratici, Criscito finisce in pasto alla gogna mediatica, Bonucci viene risparmiato. E' giusto? o, non è giusto.

 

E ancora: perquisizioni a Coverciano; il premier che va in tv e, anzichè annunciare che chiuderà la Casta infame che ci ritroviamo nel Palazzo, propone di chiudere il calcio per due-tre anni.

Come se non bastasse, ci sono  pure le uscite a vuoto di Buffon il quale, in assoluta buona fede, ma sbagliando totalmente scelta di tempo, si mette a parlare di pareggi che sul campo possono maturare perchè vanno bene all'una e all'altra squadra in quanto, a volte, "sono meglio due feriti che due morti"; informative della Finanza che, curiosamente, esplodono a orologeria sugli assegni per 1.584.000 euro, dallo stesso Buffon staccati a favore del titolare di una tabaccheria di Parma, dove si può scommettere, ma anche no poichè, secondo il legale del capitano della Nazionale, con un tabaccaio si possono anche comprare e vendere immobili.

In tutta questa baraonda, ci sarebbe anche un Europeo da giocare e, stasera, a Zurigo, c'è la Russia che ci aspetta pr il primo e ultimo test. A proposito: ancora vivissimi complomenti alla Lega di serie A che, nei cinque mesi precedenti Euro 2012,  ha sistematicamente ostacolato il lavoro di Prandeli, consentendogli di giocare una sola amichevole, il 29 febbraio scorso,  a Genova contro gli Usa e oppknendosi a più riprese a uno stage di 72 ore (settantadue!) a Coverciano perchè non c'era spazio nei calendari superintasati dagli scienziati (Berhami dixit) di Via Rosellini.

Capirete che, in questi frangenti, anche un santo smoccolerebbe. Così, stamane, il galantuomo Prandelli ha preso tutti in contropiede e, con Raisport, ha sbottato: "Non mi piacciono le crociate. Se serve, non andiamo all'Europeo, basta che ce lo diciate".

No, caro Cesare. Ora più che mai siamo dalla tua parte contro gufi, avvoltoi, moralisti un tanto al chilo, ominicchi che sputano sentenze anticalcio anzichè andare a nascondersi, quaquaraquà che vomitano veleni sullo sport più bello del mondo che non smetteremo mai di amare. 

Altro che ritiro: agli Europei bisogna andare, in nome del calcio pulito italiano e di milioni di tifosi italiani puliti,  per fare bella figura e per dimostrare che la Nazionale 4 volte campione dl mondo,1 volta campione europea ed olimpica rappresenta un movimento capace di processare gli imbroglioni e gli sfigatelli e deve spazzarli via, pentiti o non pentiti. 

Non mollare, Cesare. Non mollare. E se le cose dovessero andare bene o addirittura molto bene, tu e gli Azzurri preparatevi a buttare giù a calci quelli che salteranno sul vostro carro. Di solito, stanno in tribuna d'onore. 

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com