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Gigi Casiraghi nella Juventus, nella Nazionale e nella Lazio ha avuto sempre lo stesso vizio: far raccogliere ai portieri avversari la palla in fondo al sacco. Quasi 60 gol in biancoceleste (in 188 presenze), e una Coppa Italia vinta ai danni del Milan. Era il primo trofeo dell'era Cragnotti, e lui fu protagonista di quella Lazio che iniziava a crescere. L'ex bomber biancoceleste svela le sue sensazioni sulla finale e, in esclusiva a Calciomercato.com, ci dice la sua sulla stracittadina che assegnerà il secondo trofeo italiano.

Che giudizio dai sulla 'doppia' stagione della Lazio? Una prima parte quasi perfetta, un ritorno molto meno positivo...
'La Lazio è partita molto bene dopo un pre-campionato non semplice. Petkovic è riuscito a trovare un equilibrio per questa squadra in tutte e due le fasi di gioco: i suoi ragazzi hanno fatto un inizio molto positivo, poi sono calati parecchio anche per colpa di molti infortuni, come quelli di Klose, Mauri ed Hernanes, che sono giocatori molto importanti'.

Solo colpa degli infortuni?
'È sempre molto difficile dare giudizi da esterni, bisogna conoscere determinate situazioni prima di parlare. Di certo con una rosa più ampia e di maggior valore la Lazio avrebbe sopperito meglio alle assenze di alcuni giocatori importanti. Giocare su tre fronti con una rosa non del tutto all'altezza a volte si paga'.

Cosa darebbe un'eventuale vittoria della Coppa Italia?
'Renderebbe questa stagione davvero bella, addirittura speciale: si vincerebbe il derby, si conquisterebbe un trofeo e ci sarebbe la possibilità di giocare in Europa l'anno prossimo. Una gara che ha di fatto una triplice valenza'.

Che partita ti aspetti?
'La paura di perdere probabilmente prevarrà. Il derby è così: si ha quasi più paura di perderlo, a volte. La posta in palio è grande, non sarà di certo una partita spettacolare. Poi bisognerà vedere come andrà la gara: magari una squadra segnerà subito e la partita cambierà marcia, ma all'inizio ci sarà paura di perdere'.

Quale squadra arriva meglio a questa finale?
'Lazio e Roma arrivano più o meno nella stessa condizione psico-fisica, hanno fatto entrambe un campionato simile, quello del vorrei ma non posso. La Roma è partita male, poi con Andreazzoli è andata meglio; la Lazio ha fatto un percorso contrario, quindi non c'è una squadra favorita'. 

Chi ha più individualità in grado cambiare il corso della partita?
'Forse la Lazio ha i giocatori migliori a centrocampo: Hernanes, Candreva, Mauri se dovesse farcela, sono elementi di grandissima qualità. La Roma in fase offensiva ha più soluzioni, penso a Lamela, Totti, Osvaldo e Destro, però i biancocelesti hanno forse qualcosa in più nelle due fasi di gioco, e quella di Petkovic è una squadra forse più equilibrata'.

Quale giocatore nella Lazio può mettersi la squadra sulle spalle?
'Quei giocatori che sono sicuramente di grande valore ma che non sono uomini da copertina: mi riferisco a Ledesma, Biava e Marchetti. Quei giocatori che sono determinanti in una squadra come la Lazio'.