Commenta per primo

La legge è uguale per tutti, calciatori compresi. Sembra questo il chiaro messaggio arrivato ieri dalla Procura di Catanzaro a Figc, Lega Pro e soprattutto al collegio arbitrale che aveva reso esecutivo un pagamento di circa 140 mila euro in favore di Corapi, Ciano e Bruno: la Finanza ha sequestrato i conti correnti dei giocatori dove erano stati effettuati i bonifici da parte del Catanzaro. Il provvedimento è una logica conseguenza della inchiesta gestita dal pm Domenico Guarascio: i tre insieme con altri 10 ex compagni sono indagati per truffa e credito simulato per i doppi e i tripli contratti (circa 800 mila euro) presentati in Lega tra maggio e ottobre 2010 nonostante la società del Catanzaro fosse in uno stato comatoso (pochi mesi dopo è fallita).

Paradosso - Il nuovo club è considerato parte lesa, ma in ambito sportivo la vicenda ha assunto una piega paradossale: il Catanzaro dopo aver versato un milione di euro per sanare i debiti pregressi si è visto aumentato il conto di altri 800 mila proprio per i contratti multipli ratificati dalla Lega Pro nonostante il sospetto evidente che si trattasse di fondi neri (la Gazzetta ha dedicato al caso la prima puntata di una inchiesta sul problema). Il presidente Cosentino a quel punto ha deciso di denunciare i giocatori (primo caso in Italia) chiedendo e ottenendo il permesso alla Federcalcio. Al pm Guarascio sono bastati pochi giorni per intuire come le ipotesi di reato fossero solide, iscrivendo nel registro degli indagati i 13 calciatori.

Tocca a Palazzi - Nel frattempo, però, non si sono fermati, continuando a reclamare le somme inserite nei contratti sequestrati dalla Finanza. La richiesta è approdata al collegio arbitrale: l'avvocato del Catanzaro, Sabrina Rondinelli, e la stessa Lega Pro avevano auspicato una sospensiva. E' arrivata, invece, una sentenza esecutiva di pagamento che faceva a pugni con le indagini in corso. Così, appena il Catanzaro ha disposto i bonifici (per non incorrere nella penalizzazione), la Finanza ha bloccato tutto. Questo dovrebbe evitare nuovi giudizi a rischio (lo stesso collegio ha accolto la sospensiva sul ricorso di altri 5 calciatori), ma non è finita qui: il pm ha acquisito anche i tre lodi emessi, mentre il legale del Catanzaro ha presentato una denuncia alla Procura federale perché lo stesso collegio arbitrale non ha depositato nei 30 giorni previsti le motivazioni della sentenza favorevole ai giocatori. Una mancanza che ha obbligato il Catanzaro a pagare senza sapere il perché, impedendogli di preparare un ricorso. Ma le stranezze in questa storia abbondano. Proprio come i contratti nel mirino.