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Una grande squadra è il frutto di una grande società, lo dicono e lo sanno tutti. E allora bisogna partire da qui, per capire i problemi di Gattuso perché il Milan non è più, e soprattutto non ancora, una grande società.

E’ vero che il fondo Elliott ha evitato il naufragio, dopo la disastrosa gestione cinese con la complicità economica e tecnica della coppia Fassone-Mirabelli, ma i soldi non bastano e poi i vertici del fondo angloamericano, al di là del fatto che non hanno mai parlato e non si sono mai presentati ufficialmente, sono totalmente privi di esperienza calcistica. Di qui le scelte di chi viene dal mondo del calcio, come Leonardo promosso responsabile dell’area tecnica, come Maldini più che altro come uomo immagine anche se il suo ruolo rimane ancora difficile da capire, e per ultimo come l’amministratore delegato Gazidis.

Fuori subito e male dall’Europa, ancora in corsa per il quarto posto e la coppa Italia, penalizzata dalle discutibili decisioni dell’arbitro Banti nella partita di Supercoppa persa contro la Juventus, la squadra di Gattuso ripartirà lunedì da Genova senza Higuain, il grande colpo dell’estate diventato improvvisamente il grande flop dell’inverno. È vero che Higuain ha sbagliato quel maledetto rigore contro la Juventus in campionato e poi si è fatto espellere, ma se lascia il Milan vuol dire che Leonardo, suo grande sponsor e per questo elogiato da tutti, ha sbagliato a puntare sull’argentino.

Al di là degli errori e del carattere di Higuain, nessun altro se non Leonardo aveva il diritto, e soprattutto il dovere, di difenderlo contro tutto e contro tutti. Invece Leonardo si è comportato come un tifoso qualsiasi e non come un grande dirigente, dimenticando in fretta i consigli ricevuti da Galliani quando lo affiancava dieci anni fa, prima di prendere il posto di Ancelotti in panchina. Mentre Gattuso faceva di tutto per difendere il suo centravanti, Leonardo ha incominciato a dire che in caso di mancato quarto posto, Higuain non sarebbe stato riscattato dalla Juventus. E soprattutto, nel giorno della presentazione di Paquetà, ha aggiunto che Higuain avrebbe dovuto pedalare, decidendo che cosa fare.

A quel punto è stato impossibile ricomporre il vaso che si era rotto. Fino all’imbarazzante siparietto di Gedda, dove Leonardo non si è nemmeno presentato per definire il nuovo acquisto di Piatek, mentre Higuain improvvisamente accusava qualche linea di febbre.

Il resto è sotto gli occhi di tutti, con Higuain in panchina per scelta di Gattuso, ma pronto a entrare per disperazione nel finale quando la Juve era già in vantaggio. Una serie di contraddizioni culminate con un poco invidiabile record, perché nella storia recente del Milan non c’è mai stato un grande acquisto estivo scaricato nel successivo mercato invernale. Un precedente destinato a rimanere nella storia rossonera, in attesa di sapere quello che accadrà a Higuain e soprattutto a Piatek.

Con un grosso in bocca al lupo a Gattuso, perché se il Milan non arriverà al quarto posto nemmeno con il nuovo acquisto sarà lui il primo a pagare a fine stagione. Anche se a questo punto, a Milanello e in sede, sono tutti sotto osservazione perché è troppo facile scaricare le colpe sui giocatori. Specialmente su quelli scelti dalla nuova gestione.