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E' iniziato il processo per il caso tamponi, che vede coinvolti la Lazio e il suo presidente Claudio Lotito, e arrivano i primi dettagli dall'udienza, che si svolge in videoconferenza presso il Tribunale Federale: emergono le richieste della Procura Figc, presieduta da Giuseppe Chinè, la società biancoceleste evita la stangata.

LE RICHIESTE - Secondo quanto appreso infatti, la richiesta della Procura è di una semplice ammenda da 200mila euro per la Lazio, nessun punto di penalizzazione come si ipotizzava nelle scorse ore. Più dura invece la requisitoria nei confronti di Lotito: inibizione di 13 mesi e dieci giorni, qualora fosse accolta il presidente biancoceleste accumulerebbe oltre un anno di inibizione negli ultimi dieci anni e dunque decadrebbe da ogni incarico in Federazione e dunque sarebbe estromesso dal Consiglio. Richiesta di inibizione di 16 mesi invece per i due medici della Lazio, Ivo Pulcini e Fabio Rodia. Non è stato invece ammesso come parte interessata il Torino, che aveva fatto richiesta in quanto coinvolto nel periodo preso in esame. La sentenza del Tribunale federale è attesa già in serata.

PARLA L'AVVOCATO - L'avvocato difensore della Lazio, Gianmichele Gentile, commenta a Rai Sport le richieste della Procura federale: "Sono molto esagerate le richieste avanzate dalla procura della Figc. Sono frutto di una visione completamente sbagliata dell'intera vicenda".