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Antonio Cassano dice la sua sul derby Inter-Milan. Il doppio ex ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Ho dato più ai rossoneri, ho vinto uno scudetto bellissimo e una Supercoppa Italiana. Devo la vita a questo club che mi ha strappato alla morte quando ho avuto il problema al cuore: Berlusconi e Galliani mi hanno trattato come un figlio. Con Galliani però in Cina ci litigai di brutto: chiedevo il rinnovo, lui rimandava il discorso, allora chiesi la cessione e andai all'Inter. Un sogno da bambino che si realizzava. Lì ho incontrato due fratelli, Ausilio e Branca. Andavo molto d’accordo con Nagatomo, lo sento ancora. Prima di un derby entrai nella sua stanza alle 4 del mattino: dormiva con la mascherina sugli occhi, saltò per aria come un grillo". 

"Oggi sceglierei di giocare per l’Inter, in questo calcio con pochi talenti potrei ancora dire la mia. Il vero errore è stato smettere 4 anni fa, ma non si vive di ricordi". 
"Futuro nel calcio o in tv? Vorrei fare il direttore sportivo, ma nessuno mi ha offerto un progetto serio e concreto". 
"Col calcio a 5 ho chiuso, ora gioco a paddle. Devi prevedere le mosse del rivale, servono fantasia, imprevedibilità: è il gioco giusto per me". 
"Mio figlio Christopher di 9 anni gioca nelle giovanili dell'Entella. Qui bisogna stare attenti... Il piccolino, Lionel, gioca a basket e il calcio non lo attrae. Christopher ha un bel tocco di palla e ha in testa solo il gol. Preferisce Cristiano Ronaldo a Messi, è l’unico difetto".