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Gli infortuni dell'Italia di Mancini e i casi Covid nei giorni dell'inizio di Euro 2020, parola all'esperto. Intervenuto a poche ore dalla sfida d'esordio con la Turchia sul canale Twitch di Calciomercato.com, Enrico Castellacci, ex medico della Nazionale e presidente di L.A.M.I.C.A. (Libera associazione medici italiani calcio) ha detto la sua sugli Azzurri: "Dopo tanti anni vedere dalla tv è un po' un'emozione, la maglia Azzurra resta attaccata alla pelle. Dopo tanti Mondiali ed Europei è sempre con me. Dopo l'amarezza di quello che abbiamo passato, la mancata presenza al Mondiale, questa è la rinascita sotto tutti i punti di vista. C'è voglia ardente di rifarsi da quella delusione. E' una squadra che mi piace, giovane ma anche matura, ci sono tanti giocatori di 27-28 anni, in difesa abbiamo trentenni che hanno più di 100 partite in Nazionale. E' una squadra giovane ma nel contempo matura, ha anche esperienza. E' guidata molto bene dal ct Mancini, che ha creato una squadra quasi di club, e si è visto con i risultati importanti e continui avuti finora. Ci sono tutte le premesse per fare un grande Europeo. Poi è una competizione particolare, vincono anche squadre che all'inizio non erano messe in conto, è sempre un torneo particolare, forse più del Mondiale. Anche se meno fascinoso".

ITALIA FAVORITA O SORPRESA? - "Non ci scordiamo mai che l'Italia ha quattro stelle sul petto, ha una tradizione talmente grande che è difficile non considerare l'Italia tra le favorite. Forse non è la favorita, ma è tra le favorite. L'entusiasmo che c'è dipende da questa voglia di rinascita, di calcio, vedere gli Azzurri competere a grossi livelli. Mi fa piacere ripetere le parole di Lippi quando ha detto "L'Italia va in un grande torneo sempre per vincere, non per fare bella figura". Questo è l'intento espresso anche da Mancini, ma che si vede anche dalle parole dei giocatori quando sono intervistati".

RICORDI EUROPEI - "Potrei ricordare tante cose (ride, ndr). Sicuramente la cosa strana è che io in fin dei conti ho fatto un Europeo con Prandelli in cui siamo arrivati secondi. Ho sentito Gravina dire che sarebbe un successo arrivare in semifinale. Beh, noi con Prandelli siamo arrivati secondi, poi purtroppo quella sconfitta brutta in finale, quel 4-0 che mi pesa ancora con la Spagna non ha dato il giusto valore a quel risultato. Ricordo che siamo tornati in Italia come se avessimo fatto una pessima figura, eppure in Polonia avevamo fatto un grande Europeo eliminando grandi Nazionali e arrivando secondi. Invece paradossalmente, ma poi non tanto perché nel calcio nulla è paradossale, con l'Europeo di Conte in Francia, in cui avevamo una squadra che tutti davano scarica e non all'altezza, si fece un grandissimo Europeo eliminando Belgio e Spagna, si perse nel modo che tutti ricordano ai rigori con la Germania ai quarti, ma tornammo in Italia con un grandissimo entusiasmo di folla, come se avessimo vinto l'Europeo. Certe volte l'iter anche nell'entusiasmo è diverso, ricordo questi due ultimi Europei con soddisfazione".

INFORTUNI SENSI, PELLEGRINI E VERRATTI - "Storia clinica muscolare travagliata? E' vero, forse lo sapevamo già, probabilmente si è tentato un po' il recupero di questi giocatori come sempre si tenta di fare. Come si tenterà di recuperare Verratti, altro giocatore che ha una storia travagliata, specie nelle grandi edizioni. Ricordiamoci anche nell'Europeo di Conte il forfait all'ultimo minuto: ricordo che ero in aeroporto, le telefonate che mi arrivavano da Marco che diceva 'Non ce la faccio, non posso venire' e in contemporanea Conte che mi diceva di convincere Verratti, una scena surreale. Poi purtroppo all'ultimo Verratti non venne, afflitto da quella pubalgia che tanto gli ha dato noia. Succede sempre, ne ho visti tanti, giocatori all'ultimo che non sono nel pieno della condizione fisica ma sono importanti per il mister, quindi si cerca di recuperarli. Poi succede quello che è successo, con i due giocatori che hanno dato forfait, ma chi li sostituirà darà il massimo. Un Europeo anche per un giocatore è una cosa talmente importante, una soddisfazione e non si può ripetere. Italia 'fortunata' con gli infortuni come Materazzi e Nesta? Me lo dicevano altri, me lo ricordo sì è stato un emblema (ride, ndr). Non tutto viene per nuocere, dispiace per i due ragazzi che faranno una vacanza non bella, perché sapere di non poter calcare un campo europeo è una delusione forte. Ma sono giovani, potranno rifarsi".

CASI COVID E NAZIONALI NON VACCINATE - "Io penso che i giocatori andavano vaccinati come gli atleti che andranno alle Olimpiadi. Oltretutto in un momento in cui i vaccini ci sono. Il problema nasce da un punto di vista morale in cui i vaccini non ci sono e si può creare una discrepanza tra il sociale e lo sportivo, ma in questo momento in cui l'Europa i vaccini ce li ha mi sembra assurdo. Mi domando perché un organismo come la Uefa non abbia pensato non a obbligare, perché non poteva farlo, ma a invitare tutte le Nazioni in maniera uniforme a vaccinare senza dare spazio a quello che è successo. D'altro canto poi la Spagna è dovuta tornare indietro sulla decisione che aveva preso. La cosa più logica era che la Uefa invitasse tutte le Nazioni ad adeguarsi e a vaccinare i giocatori, dal momento che i vaccini ci sono e non si creava un problema di tipo etico nei confronti della società civile. E comunque, voglio dire, fortunatamente per coloro che non si sono vaccinati, ricordiamoci che la maggior parte è vaccinata quindi rischiano meno anche loro. Serve a qualcosa il vaccino last minute della Spagna? Non ha la stessa valenza di una vaccinazione a tempo dovuto, hanno cercato di rimediare in qualche modo ma è ovvio che facendo così hanno evidenziato l'errore in partenza. Forse sono noioso, ma che un organismo importante come la Uefa non spinga a vaccinare... Questo era prioritario. Distratti dalla questione Superlega? Penso che l'abbiano superata, certamente era un problema scottante e non so come andrà a finire. Ma pensate se ora si creano dei casi di giocatori importanti che prendono il Covid, perché il problema poi non era solo di quei giocatori ma dei contatti, quindi si dovrebbe creare una bolla. Sono queste reazioni a catena che vanno bloccate a monte, non a valle. Positivi durante il torneo? Il rischio teorico e pratico c'è, direi che è un rischio ridotto perché molte Nazionali si sono vaccinate e questo ridurrà l'indice della virulenza".




RITORNO ALLO STADIO - "Questo è un primo movens, stiamo approfittando di una competizione così importante come questa per cominciare a portare i tifosi allo stadio. Sono tifosi vaccinati, oppure che hanno fatto il tampone, anche se è molto relativo il tampone a 48 ore... Il problema è la vaccinazione di gregge, se noi a settembre avremo il 70/80% di vaccinati in Italia gli stadi si potranno anche riempire. Ci stiamo avviando verso la normalità. Tutto questo, e qui si entra in un contesto sociale più ampio, se si avrà la ratio mondiale di capire che questo virus è globalizzato e anche la vaccinazione va globalizzata: se noi non diamo la vaccinazione ai Paesi più poveri tipo Africa, India, Brasile, dove sono pochissimi i vaccinati (in Africa si parla del 3%) è lì che si formeranno varianti pericolose per cui magari i vaccini non saranno più validi. Una corsa a vaccinare noi ok, ma anche gli altri perché se si innesca il problema delle varianti magari i vaccini non saranno più efficaci. Ancora niente liberalizzazione vaccini? Certo che mi sorprende, mi sorprendono tante cose. La liberalizzazione dei vaccini mi sembrerebbe in una pandemia globale che ha portato tanti morti un atto dovuto. Anche l'OMS mi sorprende e non poco da come ha gestito all'inizio. Ricordate quando dicevo all'inizio, non perché ero bravo o virologo che sono ortopedico, ma perché venivo dall'esperienza della Cina che mi spronava a dire 'bisogna fermare tutto'. In quei tempi dicevo anche: 'ma come si fa a dire che questa non è una pandemia?'. Fino a marzo dell'anno scorso di parlava di situazione endemica, non pandemica, ci sono stati ritardi dell'OMS come ci sono ritardi ora nel liberalizzare dei vaccini che come tutti i vaccini importanti c'è un senso etico che deve prevalere, altrimenti il mondo è finito".

FAVORITA - "Non dirò mai vincerà l'Italia, da scaramantico non ci penserei mai. Posso dire che l'Italia e la Francia sono tra le favorite, ma anche il Belgio. Trascinatore degli Azzurri? Sono tantissimi ragazzi anche giovani che mi piacciono tantissimo, Barella mi sembra che abbia quel quid che possa non dico far la differenza ma insomma possa dare qualcosa in più. Ma francamente tutti, dalle partite che ho visto, stanno giocando splendidamente: anche i meno giovani come Insigne e Immobile, stanno facendo partite strepitose. Penso alla squadra, deve essere l'Europeo della squadra. Dentro di me spero molto da questa Nazionale".

MANCINI TOP PLAYER DELLA NAZIONALE? - "Italia senza fuoriclasse in campo ma in panchina? Mancini è sicuramente un grande tecnico, non lo scopre Castellacci, ha reso questa Nazionale una squadra. E' stato molto bravo, ma io ho anche fiducia nei ragazzi. Qui ci sono comunque grandi campioni, grandi personaggi e giocatori di talento, li abbiamo. Lasciamo stare i fuoriclasse che ci riferiamo ai Mbappé e Ronaldo della situazione che sono espressioni massime. L'importante è che giri tutta la squadra e se gira come ha fatto finora il tempo sarà sereno".