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Ancora una giornata di attesa: i calciatori e i dipendenti del Parma riceveranno o meno i loro stipendi? E se non dovessero essere effettuati i bonifici promessi dal presidente Manenti che cosa accadrà? 

Calciomercato.com lo ha chiesto l'Avv. Jean-Christophe Cataliotti, Agente FIFA e titolare dei corsi di Reggio Emilia per aspiranti osservatori e intermediari (per info si rimanda al sito www.footballworkshop.it).

E' ormai cosa nota che, nel caso non dovessero giungere a destinazione a favore dei calciatori e di tutti i dipendenti del Parma i promessi bonifici, diventerà un passo inevitabile la costituzione in mora da parte di tutti coloro che vantano crediti nei confronti della società Parma.

Circoscrivendo l'attenzione sui calciatori, questi ultimi, una volta provveduto a mettere in mora la società, potranno ottenere la risoluzione del contratto qualora la Società non dovesse provvedere al pagamento - mediante bonifico bancario - di quanto dovuto ai calciatori stessi entro 20 giorni dal ricevimento della raccomandata di messa in mora.
In caso di dichiarazione di risoluzione del contratto, il calciatore, potrà ottenere, a titolo di risarcimento del danno, un importo pari alla parte fissa della retribuzione ancora dovuta fino alla scadenza del contratto o fino alla data di efficacia del nuovo contratto con altra società, oltre ad un ulteriore importo, determinato dal Collegio Arbitrale, a richiesta del calciatore, che tenga conto dell'ammontare della parte variabile (cioè la parte della retribuzione legata ai risultati sportivi individuali) e dei Premi Colletivi se maturati.

Da evidenziare che le conseguenze sopra esposte sono quelle stabilite dall'Accordo Collettivo dei calciatori di Serie A.

Altro problema è che il Parma rischia il fallimento con conseguenze gravi anche sotto il profilo sportivo. Potrebbero, infatti, presentare istanza di fallimento altri creditori del Parma calcio, come ad esempio i fornitori o i dipendenti.