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Gianni Di Marzio, lei ha allenato Palermo e Catania, come arrivano le due squadre al derby di domenica?
'Il Catania, che fuori casa è l'unica che non ha mai vinto, in casa si fa rispettare. Il Palermo ha attraversato momenti molto buoni, poi è stato in crisi e ora sembra in ripresa. Per i rosanero serve una prestazione che confermi quanto fatto vedere contro il Milan. Però in trasferta il Palermo è altalenante'.

Dalla situazione che lei fotografa cosa può venire fuori al 'Massimino'?
'Il derby è sempre una partita particolare. Il Catania può soffrire l'assillo della vittoria a tutti i costi. E il Palermo può approfittarne'.

Secondo Lo Monaco il Catania ha più fame di punti rispetto al Palermo. Sarà questa la chiave della partita?
'È vero che le motivazioni contano, ma nel derby la fame è solo una componente. Guai a non avere fame di risultati, rischi di rimanere digiuno. Ma se non sei preparato tatticamente puoi anche avere tutta la fame del mondo, ma non riuscirai mai ad azzannare l'avversario'.

Guardando gli organici chi sta meglio?
'Sono due squadre che hanno cambiato molto tatticamente ed è difficile dirlo. Simeone, che non impazzisce per Maxi Lopez, potrebbe preferirgli ancora una volta Bergessio. Lodi, che è tornato a fare l'interno di centrocampo come faceva da ragazzino, può essere pericoloso. Anche il Palermo ha cambiato molto e voglio sperare che Miccoli possa essere della partita. Lui è importante e può fare la differenza come Pastore. E poi ci sono giocatori bravissimi come Ilicic o gli altri nazionali. Il Palermo ha maggiore tecnica rispetto al Catania che cercherà la via del gol con il gioco sulle fasce'.

Cosa ha determinato la crisi del Palermo?
'Non credo a chi parla di squadra stanca. I campionati che ho vinto sono sempre stati in crescendo e noi non avevamo gli strumenti che hanno le società adesso. Se si guarda la composizione degli staff tecnici attuali sembra di stare a Cape Canaveral con computer, preparatori e tabelle. Ma in concreto, soprattutto a livello internazionale, siamo ridicoli. Una squadra che corre e poi non fa risultato si ferma non per stanchezza, ma per problemi psicologici. Qualcosa avrà turbato l'ambiente e ne ha pagato le conseguenze Rossi. Stimo tantissimo Delio e dal punto di vista tattico è preparatissimo. Cosmi, invece, è più un motivatore. Con quel fisico sembra, per così dire, ruspante ma è un allenatore intelligente da non sottovalutare'.

E di Simeone che ne pensa?
'Probabilmente lo hanno preso perché è argentino come la maggior parte dei giocatori. Forse ci si aspettava un rendimento diverso. Ma Simeone in Argentina non ha convinto del tutto. Ha alternato risultati positivi a quelli negativi'.

Se dico derby a che pensa?
'Ne ho fatti tanti in assoluto. Ma quello siciliano è sempre il più bello. Ho raccolto applausi sia da rossazzurro che da rosanero. Non saprei spiegare il perché, forse dipende dal fatto che chi semina vento raccoglie tempesta e io di vento non ne ho mai seminato'.

(La Repubblica - Edizione Palermo)