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  • Cataniamania:| A noi lo sciopero conviene

    Cataniamania:| A noi lo sciopero conviene

    Il vero tormentone di quest'estate, probabilmente più del calciomercato, per tutti è stato - ed è anche in queste ore - lo sciopero del campionato di serie A a causa del mancato accordo tra Lega Calcio e Aic. Da mesi, infatti, non si fa altro che parlare di questo, ma in realtà forse si è sempre pensato che alla fine si sarebbe giunti ad un accordo. La realtà dei fatti, però, dice che la prima giornata di campionato è stata rinviata e che lo sciopero avrà luogo. Probabilmente questo è il punto più basso del nostro calcio, che purtroppo dimostra ancora una volta di soffrire la mancanza di una piena sintonia tra tutte le parti interessate. Le cause principali dell'assenza di quest'armonia sono senz'altro molteplici, ma forse quella principale si deve ricondurre al fatto che se da un lato il nostro calcio è in grande crisi economica, dall'altro molti non ci fanno caso, e fanno di tutto per accaparrarsi una fetta sempre più grande di quella torta che onestamente, con il sistema di oggi, sembra davvero non bastare più. Da questa torta senza dubbio anche il Catania prova ad attingere il più possibile, e soprattutto grazie ai diritti televisivi riesce a cibarsi di un discreto gruzzoletto: anche se non sarà mai paragonabile a quello di cui usufruiscono le grandi del calcio italiano, è comunque un introito importante.

    Grazie a questi introiti e ad una politica mirata agli acquisti low-cost, con giocatori valorizzati da rivendere al migliore offerente, il Catania è infatti riuscito ad assicurarsi sei stagioni di fila in serie A. Anche in questa fase di calciomercato Lo Monaco ha messo in pratica tale politica, e i due acquisti di nome dei rossazzurri, Suazo e Legrottaglie, sono arrivati a parametro zero. Si tratta però di due giocatori svincolati che non hanno avuto la possibilità di allenarsi con una squadra per diverse settimane. Addirittura Legrottaglie ha raggiunto Catania solo oggi, e si è allenato da solo per tutta l'estate. Quindi, pur dandogli sempre atto di grande professionalità, non si può certamente pensare che sia già pronto per scendere in campo. Stesso discorso per Suazo, che a parte la breve parentesi con il Cagliari in questi mesi ha svolto pochissimi allenamenti con una squadra, ed è arrivato a Catania con la necessità di lavorare ancora tanto per mettersi alle spalle definitivamente i tanti problemi fisici che hanno condizionato le sue ultime stagioni. Ai rossazzurri, però, mancano ancora un paio di pedine, e nelle prossime ore sono attesi almeno due o tre tasselli che andranno a completare la rosa.

    Anche gli ultimi arrivati quindi avranno bisogno di un paio di settimane per ambientarsi, e soprattutto per inserirsi al meglio negli schemi di Montella. Malgrado, dunque, lo sciopero della serie A sia un precedente grave al quale forse mai nessuno sarebbe voluto arrivare, ormai la cosa è fatta e ci si deve adeguare. Ognuno, quindi, dovrà cercare di prendere il meglio da quella che per il calcio italiano rappresenta una novità assoluta. E guardando in casa Catania bisogna proprio ribadire che una parte di quella che secondo le previsioni diventerà la prima squadra ha ed avrà bisogno di tempo per raggiungere uno stato di forma almeno sufficiente per iniziare il campionato. Di conseguenza, pur non sapendo mai se sotto sotto il Catania è davvero pienamente d'accordo con questo sciopero o ha preferito aggregarsi agli altri per non apparire come una voce fuori dal coro, bisogna ammettere che tirando le somme tutto ciò alla squadra rossazzurra può fare solo bene. Se lo sciopero sarà giusto o sbagliato lo dirà il tempo, ma la squadra di Montella aveva davvero grande bisogno di una partenza ritardata del campionato. Quindi ben vengano le due settimane in più a disposizione del tecnico rossazzurro per presentarsi ai nastri di partenza del campionato con una squadra in buona salute.

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