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Le prime tre partite di campionato del Catania hanno sicuramente mostrato gran parte dei pregi e dei difetti della squadra rossazzurra. Soprattutto negli ultimi due match, poi, abbiamo avuto modo di vedere sia ciò che funziona sia quello che non va bene. Eppure quasi tutti i tifosi rossazzurri sono convinti che questa squadra abbia qualità da vendere e, se fino a poche settimane molti puntavano il dito sulla coppia centrale difensiva, adesso soprattutto le prestazioni di Bellusci hanno portato la gente a mugugnare di meno per la mancata sostituzione di Silvestre con un nome di grido, che forse non potrà rispondere a quello dell'esperto Legrottaglie. Chiacchiere trite e ritrite, che però restano sempre attuali, soprattutto dopo la batosta subita contro il Genoa.

A dire il vero, ciò che stavolta fa più male non è il pesante passivo subito dai liguri, piuttosto gli errori assurdi dai quali è scaturito il 3-0 dei rossoblù. Ciò che più di tutto resta nelle menti del popolo rossazzurro è la seconda rete del Genoa, che ha più il sapore di una comica, perchè un errore come quello commesso da Spolli difficilmente viene commesso anche da un bimbo appena iscritto ai 'primi calci'. D'altra parte, però, il centrale argentino ha già dimostrato sia nelle passate stagioni che nelle prime due partite contro Siena e Cesena di essere un'autentica sicurezza e di avere tutte le carte in regola per diventare uno dei leader assoluti della squadra rossazzurra. Qualcosa, però, ieri deve pur essere accaduta, e un po' tutti (credo anche i giocatori) saranno stufi di veder tirare in ballo sempre la solita sindrome da trasferta, che dopo anni non può più essere presa come scusa.

Tanto vale dire e convincersi che quella contro il Genoa è stata una gara in cui tutto è andato storto, e che vi sono stati tanti, troppi errori dovuti alla cattiva concentrazione messa in campo anche dai giocatori più rappresentativi. Non è possibile, infatti, che contro il Cesena abbia funzionato quasi tutto e contro il Genoa non abbia funzionato quasi nulla. Di sicuro, però, è giusto ripartire dall'ennesima buona e sicura prestazione di Bellusci, dalla conferma di un capitan Biagianti in condizioni mostruose, e dalla felice sorpresa di aver visto Suazo subito pronto. Anche contro il Cesena le indicazioni positive erano state tante, ma bisogna ammettere che anche in quel caso una pecca da non sottovalutare vi era stata, ed era quella di essere riusciti a segnare e vincere solo su rigore.

A Genova non si è riusciti a segnare, e si sono subiti goal assolutamente evitabili, ma per larghi tratti il Catania ha fatto capire di non essere più quella squadra composta da giocatori che non sanno cosa devono fare con il pallone tra i piedi. E allora la motivazione del flop di Marassi resta sempre una: è tutta una questione di approccio. Un approccio sbagliato che può verificarsi solo una volta, ma che è bene non ripetere più, soprattutto contro il prossimo avversario. Domenica, infatti, al 'Massimino' arriverà una Juventus arrabbiatissima, che avrà solo voglia di cancellare il pareggio interno contro il Bologna e l'intenzione di calpestare chiunque si metta sul suo cammino. Il pareggio contro i felsinei certamente è figlio dell'espulsione di Vucinic, ma questo risultato non è comunque riuscito a cancellare ciò che di buono hanno mostrato i bianconeri nelle prime due partite di campionato.

Lo spirito della squadra di Conte, quindi, non sarà certo arrendevole e comunque non avrà nulla a che vedere con quello della squadra allenata fino a pochi mesi fa da Gigi Del Neri. Per l'organico a disposizione e con la partita perfetta il Catania può anche provare a battere la Juve, per carità, ma se domenica i rossazzurri scenderanno in campo con la stessa superficialità mostrata contro il Genoa, allora saranno davvero dolori. La Juve, questa Juve, ha voglia di stupire tutti e non si fermerà davanti a niente. Ecco perchè soprattutto Montella (che non è giusto mettere già in discussione) farà bene a cercare la necessaria concentrazione e a trasmetterla ai giocatori che manderà in campo, perchè altrimenti, con un atteggiamento simile a quello avuto contro il Genoa, la Juve ce ne fa dieci.