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Volge al termine un anno che per il Catania è stato sicuramente positivo e ricco di soddisfazioni, soprattutto nel primo semestre. Certamente i tifosi rossazzurri non dimenticheranno mai quella rincorsa galoppante verso la salvezza con Sinisa Mihajlovic alla guida, che nell'anno solare 2010 ha permesso alla società etnea di centrare delle imprese sensazionali e quanto mai storiche, prima su tutte una salvezza che a tutta l'Italia sembrava impossibile. Nessuno potrà mai scordare il successo al Massimino per 3-1 in rimonta su quell'Inter che all'epoca non aveva ancora vinto nulla, ma che già lasciava intendere di poter ambire a diventare la squadra più forte d'Europa fino a salire sul tetto del mondo. E che dire del successo esterno sul campo della Lazio e di quello interno, ancora al Massimino, sulla Fiorentina? Due partite ben giocate e vinte di misura con il cuore e con la cattiveria di un tecnico trasmessa alle gambe dei propri giocatori, che sembravano incapaci di temere qualsiasi squadra da affrontare.

Per non parlare di quel Maxi Lopez che a prescindere dal momento di appannamento dal quale sembra stia lentamente uscendo, fino a maggio era riuscito a segnare ben 11 goal in 17 partite, facendo rabbrividire la media realizzativa record di Ronaldo al suo primo anno con l'Inter! E anche volendo considerare il momento buio vissuto dall'attaccante argentino nella seconda parte di questo 2010, il suo score dice sempre che ha siglato 14 reti in 32 partite disputate in poco meno di dodici mesi, che significa che è stato capace di andare in goal quasi una volta ogni due partite. Sempre nel 2010 poi è partita concretamente la costruzione del nuovo centro sportivo che diventerà la base del Catania e che a quanto pare da qui a pochi giorni diventerà una delle migliori strutture sportive polifunzionali d'Italia.

Senza dubbio, però, non è stato sempre tutto facile, bello e piacevole. Di sicuro, infatti, se non sono assolutamente da buttare i 21 punti collezionati in quattro mesi di campionato dal Catania di Marco Giampaolo, d'altra parte vi è la consapevolezza che la rosa attuale sia talmente competitiva da lasciar pensare che all'inizio del 2011 il Catania si sarebbe potuto presentare al cospetto della Roma anche con sei-sette punti in più, che sarebbero arrivati con un minimo di aggressività maggiore, che però è certamente più vicina all'indole di un allenatore come Mihajlovic piuttosto che a quella del tecnico di Bellinzona. Non si facciano drammi, per carità: il decimo posto in classifica del Catania non è assolutamente da buttare, anzi. Però, il tifoso di calcio è sempre abituato ad attendersi di più, soprattutto quando percepisce che finalmente può dilettarsi a godere di un 'giocattolo' che vale ben più di quanto non si voglia dimostrare.

Se poi capita di assistere a spettacoli lugubri e irripetibili come quello della debacle di Cagliari è normale che ci si inalberi, anche se poi una vittoria risicata ma fondamentale contro un modesto Brescia aiuta tutti, soprattutto Giampaolo, a gustare un panettone che alla fine è risultato certamente più saporito di quanto ad un certo punto non si sperasse. E allora viene in mente che in fondo, per ora, va bene così, e che se il pazzo di Catania di Mihajlovic non avesse conquistato la permanenza in A partendo proprio dalla vittoria scoppiettante sulla 'pazza Inter', magari adesso ci si troverebbe a vedere il Catania giocare in serie B.

D'altra parte, però, se l'attuale proprietà ha la forza di ampliare i propri orizzonti acquistando in maniera forse (volutamente) malcelata il pacchetto di maggioranza della società del Cordoba (serie B spagnola), è lecito attendersi che al contrario di quanto affermi Lo Monaco in realtà il progetto internazionale e la rincorsa all'Europa del Catania siano già partiti. Ed è per questo che non sembra una bestemmia pensare che, se magari nel 2011 non sarà possibile ottenere subito quella qualificazione in Europa League tanto sognata dai tifosi rossazzurri, magari partendo dalle vere basi solide fissate proprio nel 2010 il prossimo potrà essere quanto meno un anno utile per pianificare finalmente un piazzamento tra le prime sette nella stagione successiva a quella ancora in corso.