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Un derby poco chiacchierato, poco reclamizzato. La Stampa oggi in edicola racconta i piani di Inter e Milan, che cercano tifosi e sponsor in un Paese, la Cina, nella quale non c'è spazio sui giornali per il derby milanese. Il pallone continua a essere terreno di espansione, ma bisogna imparare a stare in campo per sfruttare al meglio la situazione. Questo incrocio decide anche il mercato. Serve uno scatto perché se è vero che i sondaggi individuano il pubblico cinese come uno dei più sensibili ai messaggi degli sponsor, è anche certo che qualcuno deve metterci la faccia per smuovere l’interesse. Tutto spiegato dagli studi richiesti dalle imprese che hanno tentato fortuna con i club europei: il 65 per cento dei tifosi cinesi compra prodotti legati alla squadra e la metà di loro segue o vorrebbe seguire una squadra europea. Numeri che possono facilmente incrementare davanti a un nome, a un successo, all’idea che la Cina sia davvero legata alla costruzione di un progetto. Al traino di una città considerata come Milano. Non se la giocano i fatturati: una stella nata a Pechino aumenterebbe la popolarità istantaneamente, un presidente, come è ovvio non fa lo stesso effetto, ma può ottenere di meglio. Può aprire scambi diversi, allargare gli orizzonti.

TERZA FASE - Dopo la curiosità scattata per la Milano di Suning e Yonghong e la diffidenza per i soldi spesi che potevano, forse, alimentare qualche attività in patria, siamo alla terza fase, quella della scelta. La stagione disgraziata dell’anno scorso non ha orientato le passione, ma il potenziale c’è ed è ancora tutto da catturare. In più la convinzione di chi ha comprato deve ancora essere cementata. Ora è il momento di capire che strada prendere, che brand associare a Inter e Milan, che interesse cercare, che città solleticare, quale talento mettere sul poster, quale accordo firmare.

MILAN MEGLIO DI INTER - Il Milan ha appena firmato con uno sponsor cinese (Alpenwater) e cerca di capire se passare a Puma dopo il divorzio da Adidas, l’Inter presenta il bilancio agli azionisti il 27 ottobre, ancora in perdita, però con cifre più salutari soprattutto grazie ai ricavi legati al 2017, frutto della gestione Suning. All’estero il Milan parte avvantaggiato anche solo per il nome che è lo stesso di una città sinonimo di fascino, la leggera preferenza si nota sui dati di partenza compreso quelli dei follower contati sui social orientali. Anche se la gerarchia si stabilisce adesso, stasera, via diretta tv in 180 Paesi anche se non più nella prima serata cinese.