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Messi e Cristiano Ronaldo ce l'hanno fatta, nonostante abbiamo dovuto ricorrere all'ultima partita utile per trascinare rispettivamente Argentina e Portogallo al Mondiale di Russia. Saranno contenti tutti, dai semplici appassionati agli sponsor che temevano di perdere per strada le stelle di prima grandezza del calcio mondiale e una fonte di guadagno certa. Soprattutto se si considera che questa potrebbe essere l'ultima edizione alla quale parteciperanno entrambi, o quanto meno l'ultima al massimo del proprio potenziale. Messi e Ronaldo a completare un parterre de rois con Neymar, pronto a prendersi definitivamente la scena col suo Brasile dopo l'umiliazione subita dalla Germania nel Mondiale casalingo.

QUANTE STELLE - Ci saranno praticamente tutte le stelle del firmamento in Russia, dal capocannoniere delle qualificazioni europee Lewandowski e la sua Polonia, passando per il colombiano Falcao e la coppia Suarez-Cavani a difendere i colori dell'Uruguay, restando in tema di centravanti; l'Inghilterra avrà in Harry Kane il suo alfiere, il leader tecnico in grado forse di risollevare le sorti di una nazionale che non vince nulla dal 1966, la Spagna è pronta a passare il testimone dal Iniesta al genio di Isco, mentre la Germania che punterà come sempre sulla forza del collettivo avrà in Toni Kroos, uno dei migliori centrocampisti del mondo, il suo punto di riferimento. E attenzione ovviamente alla Francia di Pogba e Griezmann e al Belgio di Lukaku e Hazard. Tutto questo per dire ed evidenziare che i giocatori simbolo del pianeta ci saranno tutti e con legittime ambizioni di essere protagonisti, mentre l'Italia che cos'ha da mettere sul piatto?
ITALIA SENZA RICAMBIO - Il calcio azzurro vive una crisi che nasce molto da lontano, da quel 2006 che è stato il nostro punto più alto in epoca recente, ma anche l'inizio della fine in quanto dalla vittoria della nostra ultima Coppa del Mondo non siamo stati capaci di generare quel ricambio generazionale che ci ha fatto perdere tantissimo terreno nei confronti della concorrenza. Se Buffon, un giocatore avviato verso il ritiro proprio al termine del suo eventuale quinto Mondiale, è ancora il portabandiera del nostro movimento, qualche domanda dovremmo porcela. Dietro a Messi sono pronti Icardi, Dybala e Driussi, il Brasile può contare già su un Gabriel Jesus da record per i suoi 20 anni (7 gol e 5 assist in 10 partite di qualificazione), Francia, Germania e Inghilterra possono contare su settori giovanili che sfornano di continuo talenti e che in questi ultimi anni hanno vinto molto in Europa e nel mondo, per non parlare della Spagna dei Saul, degli Asensio o dei Ceballos. 

Ci fermiamo qui per non infierire: dietro a Buffon c'è un vuoto generazionale spaventoso, un po' perchè i giovani da noi non giocano, un po' perchè quelli che sembrano promettere si perdono di loro o perchè caricati di eccessive aspettative. Da Balotelli a Verratti, passando per Berardi e Bernardeschi, l'elenco è lungo. Il nostro capitano dice che, una volta superati i play-off, questa Italia può giocarsela per la vittoria del Mondiale. Diceva sul serio o siamo su scherzi a parte?