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Antonio Conte si difende e passa al contrattacco, come da abitudine. Fa notare che nella sua carriera balzano molto di più all'occhio le situazioni in cui ha raccolto squadre in cerca di rilancio, ottenendo spesso il massimo in termini di risultati e di valorizzazione (anche economica) di tanti calciatori, rispetto alle presunte esose richieste sul mercato. Il suo recente approdo al Tottenham ha fatto pensare a molti che già a gennaio gli Spurs possano essere grandi protagonisti, a maggior ragione dopo le durissime parole con cui è stato commentato il clamoroso ko in Conference League contro il Mura. Ma l'ex allenatore dell'Inter ha voluto puntualizzare: "In carriera ho chiesto solo un giocatore che è stato pagato tanto: Lukaku. Lo chiesi in base agli obiettivi che mi erano stati presentati". Dice complessivamente il vero Conte parlando di sé, ma ci sono un paio di aspetti che andrebbero presi in considerazione con altrettanta attenzione.

I COLPI DI ANTONIO - Concluso il suo triennio trionfale alla guida della Juventus - in cui il giocatore più pagato risulterà essere Asamoah per 19 milioni di euro - Conte guida per due anni la Nazionale e poi approda sulla panchina del Chelsea, condotto alla conquista della Premier League al primo tentativo. Se la prima estate in blue lo vede "assistere" agli acquisti per quasi 133 milioni di euro di Batshuayi, Kanté, David Luiz, Marcos Alonso ed Eduardo, nella sua seconda stagione londinese la spesa estiva sale a quota 260 milioni e registrerà gli arrivi di calciatori rivelatisi poco utili alla causa - eccezion fatta per Rudiger - ma pagati comunque molto. Dai 66 milioni di Morata, si passa agli oltre 70 investiti complessivamente per il duo di centrocampisti Bakayoko-Drinkwater e ai 25 per Zappacosta: acquisti tutt'altro che memorabili e sui quali il tecnico salentino ha comunque espresso la sua valutazione.
QUESTIONE DI SCELTE - La storia all'Inter è cosa nota e rappresenta forse l'unica occasione nella quale Conte ha avuto effettivamente la possibilità di avere un grande potere decisionale sulle strategie di mercato, ottenendo calciatori di caratura internazionale come Lukaku, Hakimi ed Eriksen, con quest'ultimo che ha peralto dovuto faticare non poco per imporsi da titolare e superare le convinzioni del proprio allenatore. Un grande nel suo ruolo, senza alcun dubbio - i risultati conquistati sono lì a testimoniarlo - ma che ha probabilmente "scelto" sino ad oggi di non puntare a panchine ancora più prestigiose. Paris Saint-Germain e soprattutto Real Madrid hanno fatto più di un pensiero a Conte nel recente passato, preferendo però altri profili proprio perché stupiti dalle richieste dell'allenatore italiano per accettare l'incarico. I grandi allenatori reclamano spesso e volentieri i grandi calciatori, non c'è nulla di sbagliato nell'ammetterlo e riconoscerlo. A patto che valga per tutti...