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E' un paradosso, è un bene dirlo fin da subito. Ma se è vero che nel gioco nel calcio un episodio - che sia un palo, piuttosto che un gol sbagliato, un errore di un portiere o di un arbitro - può cambiare la storia di una stagione e le valutazioni ad essa connesse, altrettanto serenamente si può arrivare ad affermare che l'arrivo di Cristiano Ronaldo è risultato ad oggi più un freno che un acceleratore delle ambizioni della Juventus. Un giocatore meraviglioso, un professionista incredibile, ma anche una superstar, un personaggio estremamente ingombrante dal punto di vista tattico e che finanziariamente ha contribuito solo in parte ad accrescere il potenziale del club.

QUANTI SACRIFICI - E' aumentata indubbiamente la visibilità e l'esposizione mediatica, soprattutto a livello internazionale, del brand Juventus, ma è stato enorme il sacrificio economico richiesto da un colpo che, secondo i più scettici (l'ex dg Marotta in testa), era avvenuto con un certo anticipo rispetto al percorso di crescita graduale intrapreso dal club per provare a colmare il gap con le big europee. Chi oggi rivendica la necessità di costruire una Juve attorno a Ronaldo all'altezza della grandezza del portoghese, dimentica probabilmente che l'operazione monstre necessaria per strappare al Real Madrid il suo asso due estati fa ha condizionato tutto il resto. Operazioni low cost o addirittura a parametro zero per il reparto più bisognoso di innesti - il centrocampo - e strategie riviste anche per l'acquisto di un centravanti futuribile, rimandato proprio per mantenere la centralità di CR7.
E DYBALA... - E le ultime indiscrezioni sul futuro in bilico di Paulo Dybala, destinato idealmente ad essere il punto di riferimento della Juve del domani e oggi invece individuato come il possibile sacrificio necessario per fare cassa, alimentano ulteriormente i dubbi sulla bontà dell'affare Ronaldo. Nessuno può discutere o cancellare i 65 gol segnati in 89 partite, i 10 (spesso pesanti) in 17 in Champions League, ma la sensazione che il club bianconero non avesse e non abbia ancora i mezzi per procedere di pari passo con la grandezza del 5 volte Pallone d'oro è sempre più forte. Toccherà a Pirlo, ma soprattutto a una dirigenza chiamata a un vero e proprio miracolo economico e tecnico a smentire tutti quanti. Noi compresi.