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Aurelio De Laurentiis ci ha preso gusto. Dopo la vittoria su tutta la linea nella vicenda Juve-Napoli, il presidente azzurro ha provato una volta di più a dimostrare alle istituzioni del calcio italiano di avere in questo momento il potere politico per far valere le proprie ragioni. Tale da portarlo ad avanzare una richiesta provocatoria - così l'ha definita l'amministratore delegato della Lega Serie A De Siervo - come quella di chiedere lo slittamento della Supercoppa Italiana a una settimana dalla disputa della partita. Gli aumenti dei casi di Covid in Emilia Romagna (la partita sarà giocata al Mapei Stadium di Reggio Emilia), il calendario congestionato in questo periodo della stagione e l'impossibilità di avere incassi dal pubblico allo stadio indicate come le motivazioni a supporto della sua iniziativa.

LA LEGGE DEI PIU' FURBI - Curioso che anche stavolta, esattamente come nell'immediata vigilia della sfida ai bianconeri dello scorso 4 ottobre, il Napoli rischi di arrivare all'appuntamento non nelle migliori condizioni. A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, sosteneva Andreotti... All'epoca, le positività di Elmas e Zielinski, oggi la probabilissima assenza di Osimhen unita a quella di un Manolas fresco di infortunio, oltre alle incognite sulle condizioni di due lungodegenti come Mertens e Koulibaly. Del resto, l'inaspettata conclusione della vicenda dei mesi scorsi e la sentenza del Collegio di Garanzia del Coni hanno dimostrato a tutti l'incapacità dei massimi dirigenti federali di stabilire, anche in tempi di pandemia, delle regole chiare e certe che valessero per tutti e non soggette al diverso comportamento di ogni singola ASL. E in una situazione di completa anarchia a spuntarla sono spesso i più furbi o quelli capaci di urlare più forte.
L'EGO DAVANTI A TUTTO - Persino quando i concetti espressi rispecchiano una realtà molto di parte. Se è vero che gli stadi vuoti penalizzano quelle squadre che tradizionalmente hanno una marcia in più grazie alla spinta dei propri tifosi, a De Laurentiis qualcuno dovrebbe chiedere perché non abbia chiesto alla stessa maniera il rinvio della finale di Coppa Italia, vinta sempre contro la Juventus in un Olimpico desolatamente deserto. Ma l'errore di fondo è cercare una ragione in comportamenti e prese di posizione come questa, dove l'unica ragione è l'affermazione del proprio ego e il desiderio di far parlare di sè sempre e comunque. Nella convinzione di potersi muovere liberamente in un sistema nel quale le regole sono fatte per essere aggirate. In barba agli interessi collettivi, in barba a una reputazione, quella del Napoli, sistematicamente bistrattata e messa in secondo piano.