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Oltre 155 milioni di euro investiti tra gennaio e la scorsa finestra estiva per mancare per due volte di fila la qualificazione alla Champions League e correre il pericolo sempre più concreto di ritrovarsi fuori dall'Europa nella prossima stagione. Sono questi i risultati con i quali Aurelio De Laurentiis e Rino Gattuso (foto Ansa) rischiano di doversi confrontare, quando il rapporto di lavoro andrà naturalmente ad esaurirsi dopo un rinnovo di contratto che a un certo punto della storia appariva certa e che nel tempo è diventato un'ipotesi sempre più lontana. Questione di incomprensioni, di incapacità di trovare un punto di sintesi tra i rispettivi modi di rapportarsi col prossimo e di programmare un futuro mai così pieno di incognite per il Napoli. Una crepa diventata frattura negli ultimi mesi e che non può, insieme a tanti altri motivi, non aver inciso sul rendimento della squadra.

HANNO SBAGLIATO TUTTI - La rabbia senza freni di Insigne al termine della partita col Sassuolo è la spia di una frustrazione di cui si è impossessata un gruppo incapace di essere tale nelle dinamiche di spogliatoio e nel comportamento sul campo e in cui anche molte individualità si sono sciolte come neve al sole. E le colpe sono di tutti - nessuno escluso - in questi casi: la cervellotica gestione di tanti, troppi, giocatori col contratto prossimo alla scadenza, le scorie della vicenda dell'ammutinamento del novembre 2019 da una parte, la gestione tecnica da parte dell'allenatore dall'altra. Perché, eccezion fatta per alcuni lampi isolati come la conquista dell'ultima Coppa Italia, questo Napoli ha faticato oltremodo a produrre un'identità di gioco precisa. Troppi cambiamenti in corsa, tanti calciatori poco omogenei in un sistema tattico già di suo molto caotico e in molti casi evidentemente sopravvalutati.
RIDIMENSIONAMENTO - Una programmazione molto deludente della quale è corresponsabile ovviamente anche il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, altro uomo finito nel mirino di De Laurentiis in vista di una rivoluzione al ribasso che sarà inevitabile in caso di fallimento dell'obiettivo quarto posto, con le conseguenze economiche che ne deriverebbero. Uno smacco anche per l'immagine internazionale del club che verrebbe ulteriormente compromessa nel caso in cui il Napoli non riuscisse a conservare nemmeno l'attuale sesto posto, messo a repentaglio dalle presenze minacciose di Lazio e Verona. E il calendario non viene in soccorso di Gattuso che, dopo il match di domenica col Bologna, affronterà in serie Milan, Juventus e Roma. Una situazione estremamente preoccupante che rischia di precipitare il Napoli nel baratro di una stagione fallimentare.