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Era davvero complicato offrire uno spettacolo più deludente di quello andato in scena sul campo della Dacia Arena di Udine. Marco Giampaolo, allenatore di un Milan apparso subito in enorme difficoltà nel suo esordio in campionato, c'è riuscito. Le parole rilasciate nel post-partita, con le quali ha lasciato intendere che le convinzioni tattiche portate avanti per tutta l'estate potrebbero essere profondamente rivisitate già in occasione del prossimo match col Brescia, suscitano comprensibilmente perplessità nell'ambiente rossonero. Possibile che due mesi di lavoro ed esperimenti vengano repentinamente accantonati per una sola partita andata storta? Il sospetto è dunque che dietro a certe parole ci sia altro, il che rende tutto più misterioso ed inquietante.

ROSA INCOMPLETA - Giampaolo è allenatore preparato e persona intelligente e non può essere il ko con l'Udinese ad aprirgli gli occhi sull'incompatibilità di Suso col ruolo di trequartista o sulle difficoltà con cui Calhanoglu e Borini interpretino rispettivamente le posizioni di regista e interno di centrocampo. Per non parlare di Castillejo e Piatek... La rivoluzione annunciata a parole per il futuro prossimo suona chiaramente come un messaggio destinato alla dirigenza, che ad oggi non gli ha consegnato tutte le pedine necessarie per esprimere il suo calcio e che probabilmente non avrà a disposizione nemmeno dopo il 2 settembre, data ultima per concludere le trattative. Arriverà forse Correa dall'Atletico Madrid, certamente più a suo agio nello svolgere determinati compiti, ma la bruttissima prova di domenica scorsa lascia la sensazione che la rosa presenti ulteriori significative lacune, in particolare in mezzo al campo. Manca tanto per intenderci l'uomo (forse più di uno?) di esperienza e qualità superiore per guidare la squadra nei momenti di difficoltà.

REGOLAMENTO DI CONTI - Giampaolo ha chiesto tutto questo e non è stato accontentato da Maldini, Boban e Massara? Forse. E in quel caso non mancheremo di sottolineare le falle evidenziate in sede di campagna acquisti/cessioni da parte della rinnovata dirigenza rossonera, ma il tecnico sbaglia clamorosamente nell'utilizzare le sale stampa per regolare i conti. Sono stati proprio i contrasti interni, le diatribe continue e l'incapacità di nascondere queste divergenze i motivi principali degli insuccessi del Milan negli ultimi anni. Dietro a scelte di campo poco azzeccate si cela una tensione, una difficoltà palese nel gestire le criticità e i momenti complicati, come dovrebbe fare una grande società. In questo contesto, un allenatore con poca esperienza a livelli importanti può incappare in questi inciampi comunicativi che rendono la strada ancora più in salita. Era difficile offrire uno spettacolo più deludente di quello andato in scena sul campo della Dacia Arena di Udine. Marco Giampaolo ce l'ha fatta.