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L'anticipazione de L'Equipe ha trovato conferma nella pubblicazione delle date che la Ligue 1 ha comunicato per il campionato 2021/2022: i ct delle nazionali che prenderanno parte alla prima edizione invernale della Coppa del Mondo avranno a disposizione i propri calciatori soltanto una settimana prima rispetto all'inizio del torneo in Qatar e, al termine del Mondiale, non ci sarà spazio per le ferie immediate, visto che dovranno rimettersi agli ordini dei rispettivi club per le ultime partite dell'anno solare. Un'ulteriore novità rispetto alle abitudini che sta già creando subbuglio e che lascia allibiti per la sempre più cervellotica gestione dei calendari da parte della Fifa.

Come se non bastasse la scelta di far disputare il Mondiale in un Paese con una cultura calcistica prossima allo zero e dettata soltanto da motivazioni economiche. Come se non bastasse partorire la folle proposta di far disputare la Coppa del Mondo ogni due anni - "perché nessuno si stupisce che Wimbledon e Superbowl siano appuntamenti che si rinnovano di anno in anno" - il presidente Infantino e la sua squadra continuano a trovare il modo di suscitare lo sconcerto degli appassionati del calcio sparsi per il globo. Come è possibile concepire tali "bestialità" in un periodo in cui il sovraccarico di partite - aggravato dalla necessaria compressione delle date causato dall'emergenza pandemica - ha portato i calciatori a sopportare ritmi divenuti insostenibili? E come si può soltanto pensare di inserire allegramente una competizione dell'importanza del Mondiale in mezzo agli impegni nazionali ed internazionali dei più importanti atleti del pianeta?
IL CALCIO DEL FUTURO - Sarebbe curioso sentire il parere in merito degli allenatori e dei dirigenti delle società che si vedranno sottratti i propri tesserati per circa un mese, rischiando di ritrovarseli spremuti alla ripresa dei campionati. O dei commissari tecnici, costretti a preparare la più importante manifestazione per nazionali in un lasso di tempo irrisorio e con le tantissime incognite legate alle loro condizioni fisiche in un periodo particolare come quello compreso tra la metà di novembre e quella di dicembre. Ma, del resto, il calcio del futuro - quello nelle mani degli Infantino e dei Ceferin - ha stabilito da tempo che il peso decisionale degli attori protagonisti del gioco più bello del mondo sia prossimo allo zero. A stabilire le regole di ingaggio sono ormai i soliti noti: politicanti da strapazzo, burocrati capaci di complicare le cose invece di semplificarle e coloro i quali muovono grandi capitali di denaro. Giocassero loro...