107
La dirigenza del Milan, ascoltate le esigenze espresse da Stefano Pioli, ha manifestato in maniera abbastanza chiara quelle che sono le priorità per il mercato di gennaio che apre ufficialmente lunedì prossimo. Un centrale di difesa per non ritrovarsi più in situazioni di emergenza in caso di assenza di uno tra Kjaer e Romagnoli e un centrocampista che consenta maggiori rotazioni nella seconda parte di stagione. Niente da fare invece, salvo clamorose occasioni che dovessero presentarsi, per un attaccante di scorta che si alterni a Ibrahimovic. Il budget a disposizione di Maldini e Massara non lo consente e a gennaio non è semplice trovare calciatori all'altezza della situazione in un ruolo così delicato. Eppure, resta la sensazione che a settembre sia stata fatta una scelta coraggiosa, ai limiti dell'azzardo, puntando tutte le proprie fiches su un giocatore di 39 anni come Ibra.

SCOMMESSA PERICOLOSA - La formazione rossonera, trascinata da un entusiasmo e una spensieratezza figli anche del grande senso del collettivo creato da Pioli nei mesi scorsi, ha dimostrato di sapere sopperire alle ripetute assenze del suo trascinatore nel corso del campionato, continuando a segnare al ritmo di due reti a partita. Ora però, dopo aver preso atto del fatto che questo Milan non sia più una sorpresa e che voglia giocarsi fino in fondo le sue chance per restare nelle zone altissime della classifica - senza perdere di vista l'obiettivo principale del quarto posto - continuare a scommettere sulla tenuta fisica di un campione inevitabilmente minato da qualche acciacco muscolare può risultare molto pericoloso nella fase cruciale dell'intera stagione.
MESI CRUCIALI - Chi più, chi meno, tutte le concorrenti del Diavolo nella rincorsa ai piazzamenti Champions hanno pagato il proprio tributo a livello di infortuni o di casi di Covid, ma partendo da organici con maggiori possibilità di rotazione rispetto a Pioli. Gennaio e febbraio saranno i mesi forse decisivi per comprendere realmente il potenziale di questo Milan anche in ottica scudetto: nell'ordine, i rossoneri dovranno sfidare Juventus, Atalanta, Inter e Roma e, se contro Ronaldo e compagni il forfait di Ibrahimovic è pressoché certo, siamo sicuri che alla lunga la mancanza di un giocatore così determinante non presenti il conto, soprattutto negli scontri diretti? 

LEADER ALTERNATIVI - Rebic e Leao hanno dimostrato in maniera diversa di non poter sostituire del tutto un giocatore con le caratteristiche e il carisma dello svedese, ma la bravura del Milan è stata quella di aggrapparsi a leader alternativi come Donnarumma, Kjaer, Theo Hernandez, Kessie e Calhanoglu. Il collettivo oltre il singolo, pensando anche a quanto sia cresciuto il rendimento di "gregari" come Calabria e Saelemaekers. Basterà per continuare a sognare in grande?