Commenta per primo

Nella maginot bianconera di solito è tra gli ultimi ad alzare bandiera bianca. Steve Von Bergen, svizzero francofono, ‘mastica’ un italiano che è una fusione fra il romagnolo e il francese con qualche spigolatura forse giapponese, residuo del passaggio di Nagatomo a Villa Silvia. "Sapevo sin dall’inizio che sarebbe stata dura — si fa intendere comunque il biondo elvetico — e che il nostro obiettivo sarebbe stato salvarsi. Sino alla fine ci sarà grande incertezza, la salvezza si giocherà sul filo di lana. Sono comunque contento di essere qua, di vivere a Cesena, città bella e tranquilla".

Ogni tanto capita che se ne vada con la sua nazionale (in settimana amichevole con Malta, pareggio a reti inviolate) se non altro si allontana dallo stress di essere penultimo in classifica. "Naturale ci sia qualche tensione, cerchiamo di essere più aggressivi anche negli allenamenti, di metterci più cattiveria e trasmettere questa tensione in partita. Abbiamo perso match per disattenzioni allo scadere, non dobbiamo caderci più".

Salvo squalifica, Von Bergen è sempre stato in campo, è uno degli inamovibili di Ficcadenti. Sono gli altri ad alternarsi quindi con lui e c’è attesa per vedere anche come si affiaterà con Felipe. "Non ho visto Felipe perché sono appena tornato, ma di sicuro ora siamo in cinque, un buon numero per due ruoli e va bene così perché la concorrenza stimola. L’unica differenza è che con Felipe sto a destra e con Pellegrino a sinistra".

La chiave per potersi giocare le proprie carte è chiara. "Dobbiamo essere più attenti, davanti e dietro, ma anche tranquilli e lavorare fiduciosi. Siamo una buona squadra, i risultati arriveranno. La nostra forza è l’unione del gruppo, ora completato da altri giocatori di qualità". Intanto, al suo primo anno in A, lo svizzero sta imparando molto. "E’ fondamentale questa esperienza per la mia carriera. Avevo piacere di provare la serie A e sono contento di aver dimostrato di esserne all’altezza. Qui ci sono attaccanti tra i più forti del mondo, non ti puoi mai distrarre perché ti puniscono". Ormai li ha incontrati tutti... "E’ uno dei due o tre campionati più difficili del mondo — ammette — ed è stimolante. Ho imparato a essere sempre concentrato, a non sentirmi mai tranquillo. Chi mi ha fatto impazzire di più? Mi è piaciuto molto ad esempio come gioca Floccari, un attaccante intelligente, ma anche Borriello. Poi ci sono i marziani tipo Ibrahimovic ed Eto’o".

In nazionale con Von Bergen que mercoledì c’era anche Inler dell’Udinese, suo avversario domani. "Siamo stati due anni insieme allo Zurigo. E’ un grande giocatore, stabile da anni in Italia, e fa parte di un’ottima squadra, l’Udinese, una di quelle più in forma del momento. Ha fatto impazzire anche gli squadroni e per noi sarà un’altra partita dura, ma giocheremo per vincerla e possiamo riuscirci".