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A quasi sette giorni dalla storica serata del 'Manuzzi', Cesena continua a respirare aria di grande impresa. Il 2-0 rifilato al Milan di Ibra, Robinho, Pato e del modulo a quattro punte è una di quelle cose che non si dimenticano in fretta, e che anzi molti tifosi bianconeri racconteranno ancora per anni a venire. Naturali conseguenze di una città e di una intera regione geografica da sempre abituate a vivere con grande coinvolgimento le sfide con le big del calcio italiano, specie alla luce dei quasi 20 anni di astinenza da serie A. Ed è proprio la partenza del Cesena nel massimo campionato ad aver spiazzato tutti, dagli avversari blasonati agli stessi tifosi bianconeri, passando per la dirigenza e per la stessa squadra. 

'E' un momento meraviglioso, ancora non riesco a crederci' aveva dichiarato il match winner di sabato scorso, Emanuele Giaccherini. Proprio lui, che due stagioni fa in Lega Pro era praticamente già stato 'scaricato' alla Pistoiese, salvo poi aver catturato l'attenzione di mister Bisoli, è il manifesto di un cavalluccio che sembra non voler smettere di sorprendere l'Italia calcistica. Si parlava della fine di un ciclo, di eccessiva rivoluzione tecnica, di una squadra incompleta, di un allenatore non all'altezza e di un Bogdani oramai sulla via del tramonto. Parole, appunto, perché il campo - come spesso accade - ha smentito ogni singolo malumore; e se Cesena ancora si culla nella magica notte milanista, il Cesena al contrario è già pronto ad affrontare una nuova battaglia, meno affascinante, meno prestigiosa e quindi enormemente più insidiosa.

Al Manuzzi, infatti, domenica tocca al Lecce, che dal Milan era stato accolto in serie A a suon di goal, ma che solo cinque giorni fa ha conquistato i primi tre punti stagionali ai danni di una big come la Fiorentina; quello contro i salentini sarà il vero banco di prova dei ragazzi di Ficcadenti, che dovranno dimostrare di saper dare battaglia anche e soprattutto con le dirette concorrenti per la salvezza. Contro il Lecce, insomma, cambieranno tante cose, a partire dall'atteggiamento in campo, con ogni probabilità più propositivo e meno votato al contropiede. Saranno dunque i giallorossi a mostrare di che pasta è fatto questo Cesena, e starà proprio ai bianconeri segnare la propria dimensione nella massima serie.