Gianluca Vidal, trustee della Sampdoria incaricato della vendita del club blucerchiato, ha rilasciato una lunga intervista per fare il punto sulla situazione della società e sulle numerosi voci di trattative, dal presunto 'gruppo Al Thani' ai fondi interessati.

"Abbiamo questo di Al Thani e poi due fondi che ronzano attorno. Sono due fondi che avevano già fatto delle verifiche in passato, hanno già visto i dati e poi chissà perché dopo tornano interessati non è detto che la situazione in campionato incida in negativo, all’unisono anche interessati dalla situazione di indebitamento" ha dichiarato Vidal a ClubDoria46. "Ad oggi ci sono altri due soggetti che continuano a chiamare anche se io non ho formalmente aperto due diligence, ovvero l’analisi dei dati contenuti in data room. Gli altri due fondi sono di matrice americana. Si tratta di fondi veri e propri. Non stanno svolgendo due diligence ora, forse l’hanno svolta nel passato. Dopo basta prendere la semestrale e se ha già visto tutto è più facile".
"La mia posizione rimane sempre la stessa: se ho soldi rido, se non ho soldi piango. Non do giudizi di valore ma giudizi di fatti. quando avverano questi fatti sarò felice di dare un annuncio, al momento non ho nulla da dire" specifica ancora Vidal. "Adesso mancano i soldi, hanno detto di poter sbrigare le ultime questioni tecniche in tempi brevissimi. L’unica cosa che ho verificato ultimamente e che erano tutti confluiti su Ginevra".

Il prezzo della Sampdoria? "Non esiste un prezzo fisso, esiste un prezzo minimo. 40 milioni, al di sotto del quel prezzo, con un aggiustamento più meno del 5%, non sono in grado di cedere. Io non ho decisioni autonome, è al di sotto dei valori garantiti nell’ambito delle procedure affidate al trust. Il valore della Sampdoria era ben più alto dei 40 milioni e ancora oggi è leggermente più alto comprendendo parco giocatori, immobili e tutto il resto. Però non è determinato partendo dal valore, ma dall’impegno minimo del trust. Il tribunale non c’entra niente. Il beneficiario (famiglia Ferrero ndr) potrebbe decidere di andare avanti e ridurre il valore ma significherebbe non pagare più tutti concordati. Il prezzo minimo non può variare salvo che chi ha istituito il trust, Holding Max, quindi gli azionisti di maggioranza, definiscano farlo in maniera diversa".