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Bacca, Luiz Adriano, Bertolacci, Mauri e poi Witsel, Romagnoli e Ibrahimovic. Messo così e dando per scontato che le operazioni ancora in ballo si concludano positivamente, il mercato del Milan sarebbe da considerarsi super e inserirebbe la formazione di Sinisa Mihajlovic tra quelle in lizza per le prime tre posizioni nel prossimo campionato. Peccato che il calciomercato vada giudicato nella sua interezza e dunque il ragionamento coinvolga anche le operazioni in uscita e, al momento, tolti gli addii di Essien e Rami, la rescissione consensuale con Muntari, alla voce cessioni il piatto piange.

GLI INGAGGI BLOCCANO LE CESSIONI - Perchè l'attuale rosa di 32 giocatori è insostenibile per una squadra che anche nella prossima stagione sarà impegnata sull'unico fronte del campionato e perchè le limitazioni agli organici varate dalla FIGC impongono a quelle formazioni in sovrannumero sforbiciate necessarie anche per salvaguardare i propri bilanci ed evitare nuovi casi Parma. Almeno 2 portieri (Agazzi e Gabriel), 3 difensori (Albertazzi, Zaccardo e Alex), un centrocampista (Nocerino) e 4 attaccanti (Matri, Verdi e uno tra Suso e Honda) sono di troppo, ma non per tutti sarà semplice trovare una sistemazione. Colpa di qualche investimento rivelatosi non particolarmente convincente sul campo e di ingaggi assolutamente fuori mercato, che inducono molti di questi giocatori a rifiutare tutte le destinazioni che vengono prospettate.
SALVAGENTE PRESTITO? - E' il caso di Zaccardo, Nocerino e Cerci, che in momenti diversi hanno ribadito la volontà di restare in di restare al Milan pur sapendo di non rientrare nel progetto tecnico di Sinisa Mihajlovic. Il club rossonero confida nella personalità e nelle doti persuasive del suo tecnico per far capire a questi calciatori e agli altri non considerati prioritari di cercarsi un'altra sistemazione invece di vivere una stagione ai margini, anche perchè i prossimi colpi in entrata passano necessariamente da qualche cessione nelle prossime settimane. Le prime amichevoli stagionali potrebbero essere l'occasione per molti degli esclusi di mettersi in vetrina, o per convincere Mihajlovic a tornare suo propri passi o piuttosto per convincere qualche estimatore a concretizzare il proprio interesse. Il rischio concreto è quello di ridursi agli ultimi giorni di trattative alla disperata ricerca di qualche squadra disposta ad accettare il prestito ma ovviamente a non accollarsi interamente certi ingaggi, manovre figlie dell'assoluta mancanza di programmazione di gran parte dei club di Serie A, Milan compreso.