Negli ultimi mesi ne abbiamo sentite di tutti i colori sul rapporto che deve intercorrere tra i calciatori membri di uno spogliatoio: come se per fare parte di una squadra di calcio o di qualsiasi altra entità lavorativa sia necessario e obbligatorio andare tutti d'amore e d'accordo, condividendo il luogo di lavoro con amici piuttosto che con colleghi. Naturalmente il motivo della digressione ci è dato dalla querelle Icardi, con l'ex capitano al centro di una lotta tra clan all'interno dello spogliatoio dell'Inter, nella fattispecie slavi (croati e sloveni) contro latini (argentini, brasiliani e spagnoli): una faida che in teoria dovrebbe impedire ai nerazzurri di dare il meglio sul campo di gioco, non riuscendo ad ottenere risultati. Bene, la storia del calcio ci dimostra che non è così: la Lazio del 1974 era un gruppo di scalmanati, nella quale erano presente due anime ben distinte e rivali tra loro, che forse oggi meriterebbe un film o una serie tv. Una squadra che in realtà era divisa in due bande nemiche: due bande capaci, sotto l'egida di un allenatore geniale come Maestrelli, di vincere lo scudetto, nonostante l'inimicizia. Guidati dal Maestro.

IL PRIMO SCUDETTO DAL 1900: LE DUE BANDE RIVALI - La Lazio non aveva mai vinto un campionato fino a quell'anno, nonostante fosse stata fondata nel 1900, la prima squadra della Capitale: nell'anno precedente i capitolini avevano sfiorato il titolo, nell'anno del ritorno in Serie A dopo qualche stagione in Purgatorio. L'undici del 1973/74 diventerà per tutti i tifosi dell'Aquila una filastrocca da sciorinare ai propri figli: Pulici, Wilson, Petrelli, Oddi, Martini, Nanni, Frustalupi, Re Cecconi, Garlaschelli, D'Amico e Chinaglia. Una squadra che in realtà nascondeva diverse situazioni spinose: si è detto che si trattava di uomini irresponsabilI, dalle pistole portate in ritiro ai cazzotti in allenamento, di fascisti e di compagni sul campo ma in realtà divisi in clan. Da una parte quello di Chinaglia, bomber e uomo di personalità dello spogliatoio, e Wilson, dall'altra quello di Martini e Re Cecconi. Ma tutto ciò in campo non si evince: la squadra gioca un calcio fantastico, e vince. ​Con buona pace di Icardi e Perisic.

GLI ANNI DI PIOMBO, LE PISTOLE, LA COPPA UEFA E LO SCUDETTO -  Una squadra di matti, capace di vincere uno scudetto che nessuno riteneva possibile, risalendo dal baratro della Serie B all'apice del primo titolo: erano gli anni di Piombo, in un’Italia perennemente spaccata dal punto di vista politico. Due gruppi ben distinti e politicizzati anche nella squadra biancoceleste: Chinaglia, Wilson, Pulici, Oddi e Facco contro Valcareggi all'inizio, Martini, Re Cecconi, Frustalupi, Garlaschelli e Nanni. In ritiro ci sono spesso le pistole: i calciatori si allenavano come fossero in un poligono, colpendo barattoli e a volte qualche muro. In partitella calci e spinte, parastinchi obbligatori: la sfida non finisce finché la squadra di Chinaglia non ha almeno pareggiato. Poi alla domenica è un'altra storia: si battaglia per il compagno e lo si difende, incalzati da settantamila spettatori festanti, in Italia come in Europa, fino ai sedicesimi di finale di Coppa Uefa contro l'Ipswich Town, dove la Lazio viene eliminata a causa di un arbitraggio indecoroso che porta i tifosi a lanciare di tutto in campo. Lo scudetto però a fine anno arriva, senza alcun tipo di dubbio, con Long John Chinaglia capocannoniere.

I COMPIANTI MAESTRELLI E RE CECCONI, GLI ALTRI...
- Dolce ma crudele, visto che Tommaso Maestrelli, vero artefice di quel miracolo, muore a causa di un tumore al fegato nel 1976, solo due anni dopo, così come Luciano Re Cecconi, deceduto in circostanze misteriose, colpito dai proiettili di un gioielliere in uno scherzo finito male. Una leggenda che però rimane anche dopo 45 anni e ci porta ad indagare per vedere che fine hanno fatto i protagonisti: ​


PORTIERI:

Avelino Moriggi: mitico portiere di riserva secondo di Pulici, ha recentemente ricordato in un'intervista gli anni di Maestrelli.

Felice Pulici: a lungo dirigente sportivo nella Lazio, si è candidato alle elezioni regionali e ha difeso da avvocato i biancocelesti durante Calciopoli. E' deceduto a dicembre dello scorso anno.

DIFENSORI:

Mario Facco: allenatore e commentatore sportivo, è deceduto nell'agosto 2018.

Domenico Labrocca: tecnico dello Shot Cassia, squadra della Seconda Categoria laziale.

Luigi Martini: ex pilota nell'Alitalia ed ex deputato alla Camera,.

Giancarlo Oddi: allenatore ed opinionista sportivo.

Sergio Petrelli: ha esercitato la professione di allenatore.

Luigi Polentes: è scomparso nel 2011, a lui hanno intitolato lo stadio di San Giacomo di Veglia (TV).

Giuseppe Wilson: ex dirigente ed opinionista sportivo, ha scritto un'autobiografia.


CENTROCAMPISTI:

Sergio Borgo: ex allenatore e direttore sportivo del Cuneo,

Vincenzo D'Amico: allenatore, dirigente ed opinionista sportivo.

Mario Frustalupi: ex dirigente sportivo, è deceduto nel 1990.

Fausto Inselvini: ex allenatore e osservatore.

Pierpaolo Manservisi: si è ritirato dal mondo del calcio. 

Ferruccio Mazzola: ex allenatore e dirigente sportivo, è morto nel 2013.

Franco Nanni: ex allenatore e dirigente, ha fondato un'accademia calcistica a Roma.

Luciano Re Cecconi: deceduto in circostanze misteriose, colpito dai proiettili di un gioielliere in uno scherzo finito male nel 1977. 

Franco Tripodi: si è ritirato dal mondo del calcio. 


ATTACCANTI:

Vito Chimenti: svolge il ruolo di allenatore e collaboratore tecnico. Era soprannominato "Bomber della bicicletta" per via del particolare modo di alzarsi il pallone. 

Giorgio Chinaglia: ex dirigente sportivo, è deceduto nel 2012.

Paolo Franzoni: ex allenatore e dirigente sportivo. 

Renzo Garlaschelli: opinionista sportivo.


ALLENATORE:

Tommaso Maestrelli: ​deceduto nel 1976, solo due anni dopo l'epico scudetto. 


@AleDigio89