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Nè Abedi Pelé nè Kevin Prince Boateng, né Sulley Muntari nè Andrè Ayew: il  're del Ghana', dal punto di vista calcistico, ha le fattezze e la personalità di Asamoah Gyan, attuale capitano della nazionale delle Black Stars, l'attaccante più prolifico che abbia mai vestito la maglia del Brasile d'Africa. Nato ad Accra ormai 33 anni fa, il centravanti, attualmente militante in Turchia, nel Kayserispor, è infatti il primatista di gol, ben 52, e presenze, 102, con la nazionale ghanese.

L'ARRIVO IN ITALIA, L'UDINESE E I POZZO - Cresciuto nella società di Accra Liberty Professionals FC, fondata nel 1997, Asamoah Gyan viene subito notato dai grandi club d'Europa, che fanno a gara per accaparrarsi quella punta veloce e dall'innato senso del gol: come spesso accade nei primi anni 2000, la società più lesta ad accaparrarselo è l'Udinese dei Pozzo, che poteva già contare sulla bravura di talent scout attivi in tutto il mondo nella scoperta di giovani promesse, soprattutto in Africa. A soli 19 anni dunque Gyan viene catapultato nel Belpaese, in uno dei campionati più difficili del pianeta.

FAVILLE A MODENA, FRIULI DIFFICILE - Il ghanese però fa subito vedere di che pasta è fatto: ceduto in prestito al Modena, per giocare con continuità, realizza subito durante la sua prima stagione 7 gol in 27 presenze nel campionato cadetto, laureandosi capocannoniere stagionale del Modena, per bissare l'anno seguente con 8 reti. L'Udinese, convinta delle sue potenzialità, lo riporta a casa: in Friuli però la situazione non è semplice, data la concorrenza di calciatori come Di Natale, Iaquinta e Quagliarella, oltre ad un brutto infortunio che lo tiene fuori per quasi un anno, facendogli saltare la Coppa d'Africa. Nonostante ciò, in maglia bianconera riesce a disputare 39 presenze in due anni, realizzando 11 gol, di cui alcuni prestigiosi come quelli contro Roma, Lazio e Milan. 

LA 3, IL PALLONE D'ORO E LA SEMIFINALE MONDIALE SFIORATA - Pozzo decide però di metterlo comunque sul mercato: nel 2008 si trasferisce in Francia, al Rennes, prima di passare in Inghilterra, al Sunderland, per 13 milioni di sterline, acquisto record per i Black Cats. La costante è il gol: mai troppe realizzazioni in un anno ma quasi sempre in doppia cifra, tanto che nel 2010 è nella lista dei 23 candidati per il Pallone d'oro. Proprio in quegli anni inizia ad utilizzare la mitica maglia numero 3 in nazionale, atipica per un giocatore d'attacco: nel 2008 conquista la medaglia di bronzo nella Coppa d'Africa disputata proprio in Ghana, poi arrivano due argenti, nel 2010 in Angola e nel 2015 in Guinea Equatoriale. Ma nel mondo tutti se lo ricoderanno per essere stato il primo ghanese a segnare nella storia del Mondiale, nel 2006 contro la Repubblica Ceca, e per essere arrivato a un passo dalla semifinale nel 2010, record storico per una nazionale africana: contro l'Uruguay Gyan fallisce al 122' minuto di gioco un rigore decisivo, per un fallo di mano di Suarez sulla linea di porta; nella stessa partita, terminata proprio ai rigori, si incarica di tirare il primo penalty della compagine ghanese e segna, ma la sua squadra viene poi sconfitta per 4-2. Nonostante ciò viene eletto dalla BBC miglior calciatore africano dell'anno.

LA SCELTA DEL DENARO: TRA EMIRATI, CINA E TURCHIA - A questo punto della sua carriera, quando sembra veramente pronto per il salto ai grandi livelli, Asamoah Gyan sceglie il denaro: nel 2011 infatti, a soli 26 anni, si trasferisce nella squadra araba dell'Al-Ain, ottenendo un ingaggio quattro volte superiore a quello percepito in Inghilterra. Qui conquista la UAE Arabian Gulf League, realizzando ventidue gol in sole diciotto partite. In quattro anni vince altrettanti titoli e si laurea per tre stagioni di seguito capocannoniere del campionato, segnando 122 goal in 119 partite e guadagnando più di 30 milioni di euro. Nel 2015 si trasferisce in Cina, allo Shanghai, firmando un biennale da 16 milioni l'anno e diventando uno dei calciatori più pagati al mondo, prima di salutare dopo l'arrivo di Hulk. L'anno scorso ha militato di nuovo negli Emirati, con l'Al-Alhi, prima di passare in questa stagione al Kayserispor, in Turchia, dove attualmente si trova al terzo posto della classifica.

LA COMPAGNIA AEREA 'BABY JET AIRLINES' - Il suo nome è però tornato alla ribalta nella giornata di ieri: già impegnato nel settore immobiliare e nell'organizzazione di eventi, ora l'ex attaccante dell'Udinese ha deciso di provare a buttarsi nell'ambito delle compagnie aeree, ottenendo una licenza che gli permetterà di lanciare la sua personale, chiamata Baby Jet Airlines, in onore del suo soprannome. L'annuncio è arrivato da parte del presidente del Ghana in persona: vedere per credere! @AleDigio89