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Ivan Luis Zamorano Zamora, per gli amici semplicemente Bam Bam o Ivan El Terrible, è uno dei nomi amarcord più amati dai tifosi dell'Inter, ma apprezzati in generale da tutti i fan calcistici italiani: sarà un po' per la sua aria da Indio, per la sua capacità di segnare in tutti i modi, per quelle maniere da sudamericano verace, sempre pronto a scherzare e festeggiare ma anche a dare tutto in campo per la squadra. I soprannomi sopra citati, che ricordano uno dei protagonisti della serie animata dei Flinstones e uno degli zar russi più sanguinari, incarnano entrambe le nature dell'ex attaccante nerazurro.

DAL LAMPADARIO ALLA MINIERA - Nato e cresciuto a Santiago del Cile, la sua vita calcistica si rivela una fiaba sin dagli inizi di carriera: non dotato di un'eccelsa statura, si diletta sin da bambino nel ruolo dell'attaccante e per allenarsi a colpire di testa utilizza un lampadario nel corridoio di casa, che colpisce senza interruzioni. Debutta nel Cobresal, squadra di  El Salvador, città cilena del comune di Diego de Almagro nella regione di Atacama, famosa per l'omonima miniera di rame: con Zamorano il club fondato nel 1979 dal dittatore Augusto Pinochet con i soldi dello stato per zittire i minatori, noti oppositori del regime, vince una storica Copa de Chile, nel 1987. Le performances in patria attirano l'interesse del club svizzero del San Gallo: Zamorano si trasferisce in Europa senza passare da nessun grande club della capitale, e questo è un dato molto particolare della sua storia calcistica.

CAPOCANNONIERE IN SVIZZERA E IN SPAGNA - Tutto ciò avviene dopo che Ivan viene scartato dal Bologna, che gli preferisce il connazionale Ivan Rubio: i rossoblù sbagliano la valutazione, dato che il cileno si laurea capocannoniere del campionato elvetico prima di passare al Siviglia, militando nel quale attira l'interesse del Real Madrid, il club più importante del mondo. In blanco Zamorano disputa quattro stagioni, laureandosi Pichici nel 1994/95 con 28 reti. 

EL DORADO INTER E L'"1+8" - Nel 1996 passa all'Inter per 4 miliardi di lire e a Milano vive il periodo più bello della sua carriera: coi nerazzurri vince una Coppa UEFA nel 1998, segnando tra l'altro la prima rete del 3-0 con cui i milanesi si imposero contro la Lazio in finale. Dopo un anno dall'arrivo di Ronaldo all'Inter però è costretto a cedere il numero 9 al compagno brasiliano, per questioni di sponsor:  il cileno sceglie il 18 ma aggiunge un "+" tra le due cifre, in modo da ottenere 1+8, ovvero 9, introducendo un'usanza che diventerà poi storica. Sotto la Madonnina realizza 41 gol in 149 partite complessive tra campionato, Coppa Italia e coppe europee, prima di chiudere la carriera in Messico con il Club América e in patria con il Colo Colo, a seguito di un brutto infortunio.

FRANCIA '98 E SYDNEY 2000 - Lascia il mondo del pallone contraddistinguendosi per la grandissima capacità di andare in rete, sia nei diversi club in cui ha militato che in nazionale: forma con l'altro bomber di Santiago, il Matador Marcelo Salas, una coppia fantastica, con la quale vive la decade d'oro (dal 1990 al 2002) della Roja.  Con la nazionale cilena partecipa al campionato del mondo del 1998 in Francia, competizione nella quale affronta anche l'Italia di Cesare Maldini mettendo in seria difficoltà gli azzurri e il suo marcatore Alessandro Nesta, e alle Olimpiadi 2000 a Sydney in Australia, in cui vince la medaglia di bronzo da capitano.

ZAMORANO OGGI - Attualmente gestisce proprio con Hugo Rubio la PassBall, procura internazionale di calciatori cileni, e lavora anche come osservatore dell'Inter (ha portato in Italia Pinilla, Cordova e Tapia). Nel 2007  realizza un centro sportivo nel suo paese, a Santiago del Cile, denominato "Ciudad Deportiva Ivan Zamorano", con campi da calcio, palestre, piste olimpiche e un centro medico, oltre a un centro studi per discipline sportive. Negli ultimi anni però Ivan è angustiato dai problemi finanziari: prima nel 2011 viene citato in giudizio per 650 milioni di pesos dal proprietario di un centro sanitario, poi nel 2014 rischia il pignoramento di diversi beni immobili per un debito di circa tre milioni di dollari con il Banco de Credito e Inversiones, banca cilena. Nel settembre scorso rischia la vita in un'incidente stradale con la moglie, dal quale esce illeso per miracolo. Spesso torna nel nostro paese, al quale è rimasto legatissimo, come i tifosi italiani, che hanno sempre apprezzato il suo carattere guascone e la sua prolificità sotto porta.

@AleDigio89