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Il re del paso doble, il mago del freestyle con la palla al piede, il calciatore che tutti coloro nati tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 del secolo scorso sognavano di diventare non era né Zidane né Ronaldo il fenomeno, ma Denilson de Oliveira Araujo​, più semplicemente noto come Denilson, il trequartista brasiliano con tecnica di base e capacità di dribbling tra i migliori di sempre. Fantasista mancino che sembrava poter diventare un fuoriclasse del calcio mondiale​, paragonato agli eccellenti connazionali Garrincha, Zico e Rivelino: elegante, talentuoso e dribblomane quasi fine a sè stesso, eccelleva nel fondamentale del doppio passo, eseguito forse come mai nessuno nella storia. Fumoso e dotato di classe cristallina, divenne celebre per il mitico spot pubblicitario della Nike nel quale scartava in dribbling diversi passeggeri all'interno di un aeroporto​. Ma noi, in Italia, lo conoscevamo già bene.

ALDO, GIOVANNI E GIACOMO E 'COSI' E' LA VITA' - Merito del trio comico composto da Aldo, Giovanni e Giacomo, che nel loro secondo film del 1998, "Così è la vita", in onda tra l'altro domani sera su Italia 1, lo resero celebre con una citazione dotta: Giovanni, vestito di tutto punto, con l’intento di riconsegnare il pallone ad alcuni bambini che stavano giocando, esclama il nome "Denilson" eseguendo finte e giochetti con esso, prima di calciarlo oltre una recinzione. Il fantasista brasiliano era un vero e proprio cult per i ragazzini che in quell'epoca si allenavano giocando per le strade ed emulandone le gesta. La scena si conclude in maniera esilarante, con un ladro che approfitta della distrazione di Giovanni e gli ruba la macchina, salutandolo con l'epico sfottò: "Ciao Denilson!"​ e lasciandolo a bocca aperta.

IL SAN PAOLO, TELE' SANTANA E IL BRASILE DEI SOGNI -Nato nella città di Diadema, nei pressi di San Paolo, cresce proprio nelle giovanili del Tricolor Paulista, scoperto dal tecnico brasiliano Telê Santana: dopo qualche problema caratteriale di adattamento per un ragazzo abituato ad esprimere il proprio talento sulle spiagge nelle partitelle con gli amici, Denilson esplode, tanto da guadagnarsi la convocazione nella Selecao brasiliana, nonostante la presenza di mostri sacri come Ronaldo, Romario, Leonardo, Rivaldo,  Bebeto ed Edmundo.

IL TORNEO DI FRANCIA, IL BETIS E IL CALCIATORE PIU' PAGATO AL MONDO - Tutto il mondo si accorge di lui nel Torneo di Francia,  un torneo pre-Mondiale 1998 nel quale esibisce spunti della sua magia calcistica, e poi nella rassegna iridata, con il Brasile che arriva fino alla finale prima di essere sconfitto dai Bleus padroni di casa, tanto che al termine della competizione si scatena una vera e propria asta tra i maggiori club europei per accaparrarselo. La spunta il Betis di Siviglia e Denilson entra nella leggenda del calcio, diventando il trasferimento più costoso della storia fino ad allora: viene infatti acquistato per la cifra record di 63 miliardi di lire, l’equivalente di 32 milioni di euro e su di lui viene imposta una clausola di rescissione da 750 miliardi di lire, con uno stipendio da 6 miliardi di lire più bonus a stagione, che ne fanno a sua volta il calciatore più pagato all'epoca, Tutto fa pensare alla nascita di una fulgida stella, invece il destino ha in serbo altro.​

LA RETROCESSIONE E IL RITORNO IN BRASILE - Già, perché dopo gli inizi promettenti la luce di Denilson si affievolisce: in Andalusia infatti non riesce a ripagare appieno l'amore e le aspettative dei tifosi del Betis, dato che il suo eccessivo individualismo, la poca concretezza sotto porta e la grande difficoltà ad adattarsi al calcio europeo lo condizionano pesantemente, insieme al fatto che la squadra non era di primissimo livello. La prima stagione in Spagna è costellata di alti e bassi, la seconda addirittura disastrosa, con il Betis che retrocede in Segunda Division, situazione che lo porta a tornare in patria, con il prestito al Flamengo. Ma neppure il ritorno in Brasile riesce a riconsegnargli la gioia di giocare a calcio e pian piano il clamore mediatico attorno a lui sparisce: disputa altre quattro stagioni nei biancoverdi, da comprimario, regalando qualche spunto di classe ma mai ai livelli degli anni precedenti.

IL BORDEAUX E IL TITOLO DI CAMPIONE DEL MONDO - Nemmeno il passaggio in Francia, al Bordeaux, riesce a risollevarlo: il trasferimento frutta molto meno dei 60 miliardi di lire​ che il Betis aveva investito sette anni prima: nel frattempo comunque Denilson si laurea Campione del Mondo con il Brasile in Corea e Giappone e con i Girondini disputa una buona stagione, centrando il secondo posto e la qualificazione in Champions. Ma quella che doveva essere una stella cometa è diventata un oggetto non identificato.

DALL'ARABIA AGLI USA, DAL VIETNAM ALLA GRECIA. POI IL RITIRO - Il resto della carriera del brasiliano è pura malinconia: prima il trasferimento in Arabia Saudita, nell'Al-Nassr, poi quello negli Stati Uniti, a Dallas, poi ancora il ritorno in patria tra Palmeiras e Itumbiara​, infine persino Hai Phong in Vietnam e Kavala in Grecia. L'unico comune denominatore? Pochi lampi di genio, pochissimi gol e tanti soldi. Il tutto cominciato a soli 30 anni e terminato a 33, quando sceglie di ritirarsi.

TRA POKER E TV: DENILSON OGGI - Ma oggi, dieci anni dopo, che fine ha fatto Denilson? "Mi sono dato al poker. Sono ambasciatore di 888poker da ormai cinque anni. È uno sport affascinante, anche se il calcio ti regala maggiori emozioni. Il calcio comunque fa ancora parte della mia vita in qualche modo. Da quasi 10 anni lavoro infatti anche nella tv brasiliana, ho un programma sportivo con ben due ore di diretta al giorno". Con il rimpianto di quello che poteva essere e non è stato. Ciao, Denilson: così è la vita.

@AleDigio89