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Vivere una vita da 'riserva' non è assolutamente una condizione dispregiativa e il protagonista del "Che fine ha fatto?" odierno ne è la dimostrazione più lampante: Vikash Dhorasoo, nato ad Harfleur, in Normandia, nella Francia settentrionale, lo ha confermato lungo tutto il corso della sua esistenza, ormai giunta quasi a 45 anni. 

UNA VITA DA 'RISERVA': TRA CAMPO E CINEMA - Il centrocampista di origini indo-mauriziane ha infatti saputo girare a proprio favore una situazione che lo ha quasi sempre visto come sostituto dei titolari, sia durante la sua carriera calcistica, che lo ha portato a militare in alcuni tra i club più importanti del mondo, come ad esempio Lione, Milan e Paris Saint Germain, ma anche correlatamente ad essa, tanto da riuscire a girare persino un film amatoriale durante il ritiro dei Mondiali del 2006 con la nazionale francese tramite una propria telecamera, raccontando in un documentario la vita del ritiro francese dal punto di vista di una riserva o "sostituto", appunto. Il suo punto di vista. 

DALLA PALESTRA DI LE HAVRE AL LIONE PLURITITOLATO - Nato e cresciuto calcisticamente in uno dei vivai più floridi di Francia, quello del Le Havre, che ha dato la spinta a grandi nomi del calcio moderno, esordì in Ligue 1 proprio con la maglia dei normanni, con i quali militò per cinque anni, vincendo anche il titolo di miglior giocatore del campionato, prima del grande salto nel Lione di Aulas. Nel frattempo ricevette anche la chiamata da parte della nazionale francese, nella quale cominciò la sua carriera da "non titolare", dopo aver militato a lungo nell'Under 21.

IL MILAN DI ANCELOTTI E LA FINALE DI CHAMPIONS - Nell'OL Dhorasoo seppe mettersi in luce da protagonista, vincendo due titoli di campione di Francia e due Supercoppe, tra il 2002 e il 2004, che gli valsero addirittura la chiamata da parte del Milan di Berlusconi e Ancelotti, alla ricerca di un centrocampista di quantità. Arrivato a Milano a 30 anni e a parametro zero, capì da subito che avrebbe avuto poco spazio in un reparto che poteva contare su calciatori come Pirlo, Gattuso, Seedorf, Kakà ma anche Ambrosini, Brocchi, Redondo, Emerson e Vogel. In rossonero è un comprimario ma riesce comunque a dare il proprio contributo come uomo spogliatoio, in una squadra che riesce a raggiungere la finale di Champions League di Istanbul, poi persa in modo incredibile contro il Liverpool. La sua esperienza italiana si conclude dopo solamente una stagione, con un bilancio di 12 presenze, di cui solo 5 giocate per intero, in Serie A, 4 presenze in Champions League e tre partite di Coppa Italia.  Qualche anno dopo lui stesso dichiarerà: "A Milano sono stato benissimo. L’unico problema e’ che giocavo in una squadra di campioni".
IL PSG, IL MONDIALE E LIVORNO - Tornò dunque in Francia, al Paris Saint-Germain, nella stagione 2005-2006, disputando 37 presenze e guadagnandosi la convocazione al Mondiale del 2006, perso dalla Francia in finale contro l'Italia, nel quale mise comunque a referto due presenze e girò il suo documentario. Dopo essere stato messo fuori rosa dal PSG, decise di tornare in Italia, al Livorno, senza mai scendere in campo con la maglia dei labronici, prima di appendere definitivamente le scarpette al chiodo, a 35 anni.

DOPO IL RITIRO: POKER, CINEMA, BENEFICENZA E... PRESIDENTE DI RISERVA - Dopo il ritiro ha intrapreso la carriera di giocatore di poker semi-professionista. Ha collezionato 2 piazzamenti a premi EPT (15esimo a Deauville nel 2009, 37esimo a Berlino nel 2010) e complessivamente vanta guadagni superiori ai 530mila dollari in tornei live. Per quanto concerne il cinema, ha preso parte a due pellicole. E' molto attivo nel sociale e ha provato a investire come capo di una cordata pronta a rilevare il suo vecchio club, il Le Havre, fallendo il tentativo, prima di diventare presidente per un breve periodo. D'altronde, il ruolo di "riserva" Dhorasoo non lo abbandonerà mai...

@AleDigio89