Quello di "El Loco" non è un soprannome che si guadagna facilmente in Sudamerica: nell'accezione di "follia" presente da quelle parti, il calciatore deve saper abbinare alla perfezione genio e sregolatezza, mixando queste due doti in campo e fuori da esso. Tutte caratteristiche presenti nell'immenso personaggio che era ed è tutt'ora Washington Sebastian Abreu Gallo, meglio noto come Sebastian Abreu, attaccante uruguaiano entrato nella leggenda della Celeste e non solo.

'EL ELEGIDO' TRA LE LEGGENDE DELL'URUGUAY - Nato a Minas, capitale del dipartimento di Lavalleja, ormai 43 anni fa, "El Elegido" Abreu, l'"eletto" baciato dal dio del calcio, è il sesto cannoniere di sempre della nazionale uruguaiana, con la bellezza di 26 gol realizzati: attaccante dal fisico imponente e dal grande fiuto del gol, si afferma nelle fila del Defensor Sporting, squadra di Montevideo, prima di iniziare un lungo vagabondaggio che lo porterà durante tutto il corso della sua carriera a giocare tra Sudamerica, Centro America ed Europa, segnando in tutti i club in cui è stato, tra Spagna, Messico, Argentina, Brasile ed Uruguay, vincendo per quattro volte il titolo di capocannoniere nel paese messicano.

LA DOPPIETTA ALL'ESORDIO IN LIBERTADORES E LA SPAGNA - Abreu dimostra subito, a soli 20 anni, di non essere un calciatore come tutti gli altri: realizza a quell'età infatti una doppietta in Coppa Libertadores, con la maglia del Defensor, nel giorno del suo esordio in una competizione internazionale. Da lì il passaggio in Argentina al San Lorenzo, squadra del Papa Bergoglio: i 26 gol in 43 presenze lo lanciano nel calcio che conta, in Spagna, dove arriva per giocare con la maglia del Deportivo La Coruna. il carattere indomito lo porta però a non riuscire ad esprimersi con continuità in un altro continente, tanto da iniziare una lunga serie di prestiti che lo porta in Brasile, al Gremio, in Messico, al Guadalajara, al Cruz Azul e all'America, in Argentina, di nuovo al San Lorenzo, in Uruguay, al Nacional. L'unica costante, il gol e qualche scorribanda di troppo fuori dal campo di gioco.

MESSICO, ISRAELE, GRECIA E LA RIVINCITA DI SAN SEBASTIAN - Il Nacional decide dunque di acquistarlo dal Depor, ma ad Abreu non piace assolutamente stare fermo per più di una stagione nello stesso posto: ancora Messico, tra Dorados, Monterrey, San Luis e Tigres, prima del River Plate in Argentina, che lo rilancia nel calcio europeo. Attratto dai milioni del Beitar Gerusalemme, l'uruguaiano si trasferisce in Israele, prima di tornare in Spagna, alla Real Sociedad, dove riscatta la prima esperienza deludente in Galizia, e di passare in Grecia, all'Aris Salonicco.

IL CUCCHIAIO DEL 2010 E LA COPPA AMERICA DEL 2011 - Proprio in quegli anni, quando El Loco ne ha già 34, centra i maggiori successi con la maglia della Celeste: nel 2010, al Mondiale in Sudafrica, entra nella leggenda portando l'Uruguay a disputare la semifinale, dopo aver realizzato il rigore decisivo nei quarti contro il Ghana con uno splendido cucchiaio di tottiana memoria. L'anno seguente vince a Coppa America sotto l'egida di Tabarez, che non risparmia mai qualche minuto ad Abreu, nonostante la presenza di due mostri sacri come Luis Suarez ed Edinson Cavani. Perché la sana pazzia non può essere messa sotto chiave e spesso cambia le cose. 

ABREU NEL GUINNESS WORLD RECORD - Il resto della carriera del Loco è il consueto girovagare. due anni al Botafogo e alla Figueirense in Brasile, poi ancora Nacional, poi Rosario Central in Argentina, poi Aucas in Ecuador, Sol de America in Paraguay, Santa Tecla in El Salvador, Bangu di nuovo in Brasile, Central Espanol di nuovo in Uruguay, Deportes Puerto Montt, Audax Italiano e Magallanes in Cile, dove milita e segna tuttora. Da record. Già, perché con il contratto stipulato con l'Audax Italiano El Loco è entrato di diritto nel Guinness dei primati per il numero di club in cui ha militato, ben 26, battendo ogni altro collega di tutte le epoche e finendo nel libro dei record. Prima di trasferirsi al Magallanes, club numero 27: a 43 anni Abreu vuole ancora stupire, con gol, "colpi di testa" e primati. Quale sarà il prossimo?

@AleDigio89