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Mai banale, sia sul campo che fuori. Mathieu Pierre Flamini si è sempre distinto, nel corso della propria carriera, per la non omologazione ai colleghi, spesso scontati: il francese, nativo di Marsiglia da padre di Roma e madre corsa, ha scelto di terminare la propria carriera di calciatore dando inizio ad un'esperienza forse ancora più appagante e completa, quella di imprenditore ambientalista, che lo ha reso, oltre a benefattore apprezzato da tutti, anche uno degli sportivi più ricchi al mondo. Ma che fosse speciale si era capito già nel corso dei suoi anni tra Highbury e San Siro, durante la militanza nell'Arsenal e poi nel Milan.

IL CONTENZIOSO ARSENAL-OM, WENGER A 20 ANNI E LA FINALE DI CHAMPIONS - Centrocampista centrale con attitudine difensiva ma anche mezzala, cresce nelle giovanili del'Olympique Marsiglia, la squadra della sua città: dopo solo una stagione da titolare in Ligue 1 attira subito le mire del suo connazionale Arsene Wenger, manager dell'Arsenal, che lo porta a Londra, ad appena 20 anni compiuti: ne nasce un contenzioso con l'OM, che si oppose al trasferimento, tanto che la Federazione Francese non lo autorizzò, scavalcata però dalla Fifa che assicurò il passaggio del giocatore ai Gunners in cambio di un indennizzo di 480mila euro per i marsigliesi, che proprio non ne volevano sapere di perdere Flamini. E a ragione: da centrocampista e da terzino sinistro, all'occorrenza, è protagonista di quattro ottime stagioni, nelle quali raggiunge la finale di Champions League, persa poi contro il Barcellona, vincendo tre Coppe d'Inghilterra e tre Community Shield, e diventa un vero e proprio idolo per i tifosi, celebrando la propria appartenenza con prestazioni di puro cuore. Ma il suo ruolo di "dodicesimo", spesso impiegato a partita in corso, non lo soddisfa, tanto da suscitare alcuni diverbi con il tecnico alsaziano e a spingerlo a non rinnovare il proprio contratto con l'Arsenal, trasferendosi a parametro zero nel Milan di Berlusconi e Galliani.

L'UOMO SCUDETTO NEL MILAN DI ALLEGRI E L'INTERVENTO SU CORLUKA - In rossonero resterà cinque anni, offrendo sudore, grinta, abnegazione e contributo alla causa: impiegato dapprima da Carlo Ancelotti anche nel ruolo di terzino destro, con ottimi risultati, vince lo scudetto nel 2011 con Massimiliano Allegri da assoluto protagonista, realizzando il gol che praticamente assegnò il titolo nell'1-0 contro il Bologna. Ma i tifosi del Diavolo lo ricorderanno sempre anche per la prestazione maiuscola offerta contro il Tottenham in Champions League, nella quale con un intervento poco ortodosso rischiò seriamente di fare male al difensore degli Spurs Corluka, aizzando il pubblico e ricordando la sua militanza nell'Arsenal.
RITORNO A LONDRA, CRYSTAL PALACE E GETAFE PRIMA DEL RITIRO A 35 ANNI - Gunners dove decide di tornare in seguito al termine dell'esperienza milanese: ancora con Wenger, ancora tre stagioni, ancora beniamino dei tifosi, soprattutto in occasione della doppietta messa a segno in FA Cup contro gli "odiati" rivali, ancora gli Spurs. Provato anche da diversi infortuni, di cui il più grave rimediato nel Trofeo Berlusconi contro la Juve ai tempi del Milan, termina la sua carriera da comprimario, tra Crystal Palace e Getafe, in Spagna, con i galloni sul petto di 3 presenze nella nazionale maggiore francese. A 35 anni compiuti, nel 2019, decide di ritirarsi dal calcio.

LA SVOLTA: DA CALCIATORE A IMPRENDITORE AMBIENTALISTA - E poi? Decide di fondare, assieme ad alcuni soci, GF Biochemicals, uno dei principali produttori mondiali di acido levulinico e derivati, identificato dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti come una delle 12 molecole che possono aiutare a realizzare un mondo "più verde", annunciando di voler costruire una bioraffineria cellulosica negli USA. Flamini ha preso anche parte al primo master universitario europeo dedicato alla bioeconomia e all'economia circolare, prima dI fondare The BioJournal, il primo e-magazine al mondo interamente dedicato alla bioeconomia e di entrare a far parte del Comitato di eccellenza ambientale per la candidatura di Parigi come sede delle Olimpiadi estive 2024. Inoltre nel 2018 assieme all'ex compagno Ozil ha lanciato la società Unity, dedicata alla commercializzazione di prodotti cosmetici sostenibili. L’investimento del centrocampista si è rivelato clamoroso: la società si muove in un mercato valutato 30 miliardi di dollari l’anno. Una svolta pazzesca, per dimostrare che c'è anche qualche calciatore che non si limita a "dare calci a un pallone", ma può fare del bene. Chapeau, Mathieu.

@AleDigio89